Rompicapo Champions

Ci sono almeno 40, se non 50, milioni di buoni motivi per sperare nella qualificazione in Champions. Il tesoretto che il quarto posto porterebbe nella casse dei Friedkin fa gola, ma la sconfitta di Bergamo ha complicato i piani. Ranieri era scuro in volto, pronto a scatenarsi contro il Var (Abisso). Poi a mente fredda ha parlato alla squadra e ha chiesto a tutti di non mollare. La classifica adesso sorride un po’ meno e il destino non è più nelle mani della Roma. Juve e Lazio si trovano a +1 (64 a 63) con due gare ancora da giocare. Dietro ci sono Bologna e Milan. Il calendario più “sempli-ce” lo hanno i bianconeri che affronteranno Udinese e Venezia. Serve un aiuto dell’amico Di Francesco, ma prima di tutto servono
sei punti con Milan e Torino. (…) La sconfitta di Bergamo ha portato la Roma al sesto posto in classifica che ad oggi porta in Conference League. Ma non ha abbassato il morale della squadra che non vuole mollare di un centimetro. La polemica arbitrale – in parte – è servi-ta anche a caricare i giocatori. Il gruppo si è compattato. Domenica sarà l’ultima gara all’Olimpico e nessuno vuole che l’allenatore saluti con una sconfitta. (…) L’obiettivo è arrivare alla trasferta di Torino con la Champions ancora a portata di mano. La Roma all’ultima giornata potrà puntare sul fatto di giocare con un ‘Toro’ privo di motivazioni. A differenza di Lazio e Juventus che giocheranno con due squadre che lottano per non retrocedere. (…)

(Il Messaggero)

Addio al cratere sotto al campo della prima Roma

Lo storico impianto di Bernardini e Volk tornerà a essere un centro sportivo per giovani calciatori e avrà una palestra. Un tempo era lo storico stadio della Roma. A breve, invece, diventerà un moderno centro sportivo polifunzionale, con un campo da calcio e una palestra. In mezzo, più di 50 anni di degrado. Ne ha fatta tanta di strada Campo Testaccio, l’impianto sportivo usato dal 1929 al 1940 dalla squadra giallorossa, calcato da autentiche leggende  come Fulvio Bernadini, Rodolfo Volk e Ferraris IV. Dopo oltre mezzo secolo di abbandono lo stadio è sul punto di rinascere. Certamente più piccolo e senza le iconiche tribune di allora, ispirate allo stadio inglese dell’Everton. E sempre a condizione che, in tempi brevi, l’Assemblea Capitolina voti l’interesse pubblico sull’impianto, andando a perfezionare una procedura di affido in project financing presentata da alcuni anni da un gruppo privato. (…) Al suo interno, dopo un’at-tenta riqualificazione, nascerà la palestra del quartiere. Per evitarne l’abbattimento, però, è nece-sario un passaggio normativo, con un voto di pubblico interesse su tutto il progetto di recupero. Il percorso burocratico per poter attivare quanto prima escavatori e ruspe è stato delineato nel corso dell’ultima riunione della commissione capitolina Patrimonio. Il primo atto è stato già compiuto quando, pochi giorni fa, gli uffici tecnici del municipio I hanno inoltrato una richiesta per il mantenimento della struttura alla presidente Lorenza Bonaccorsi. Da qui dovrebbe partire la richiesta di apporre l’interesse pubblico al progetto. (…) Ma attorno al nuovo terreno di gioco nascerà anche un diverso ecosistema urbano, con la nuova sede della bocciofila, abitazioni probabilmente in housing sociale e diversi studi d’arte. Infine un lungo sentiero pedonale, che passerà nell’area verde alle spalle del campo e poi sul fianco del nuovo terreno da gioco, unirà il monte de’ Cocci al parco della Resistenza, creando un nuovo percorso tra le due aree verdi. (…)

(La Repubblica)

Ranieri, 500 in A il giorno dell’ultima all’Olimpico

Ranieri domenica raggiungerà le 500 panchine in Serie A, proprio contro il Milan all’Olimpico, dove chiuderà la carriera nella gara successiva a Torino. Un traguardo storico, che lo rende il 13° allenatore a riuscirci, il quarto tra quelli senza scudetto.(…) Tra i tecnici romanisti con più di 5 panchine, solo Spalletti vanta una media punti superiore (1,93 contro 1,89).

(corsera)

Dovbyk e Shomu, coppia troppo fragile per il sogno 4° posto

C’è qualcosa di stonato, quasi anacronistico, nella coppia d’attacco con cui la Roma sta tentando la rincorsa alla Champions League. Dovbyk e Shomurodov, tra le tante combinazioni offensive delle squadre di vertice, sono forse quella meno temuta, meno brillante, certamente la meno «potente». L’ucraino alterna acuti da centravanti vero a partite in cui sembra un corpo estraneo. L’uzbeko corre e si sbatte, ma il suo profilo, lo dice la sua carriera, non è mai stato da squadra di vertice.  (…) 16 gol totali: 12 Dovbyk e 4 Shomurodov, come Vlahovic e Muani della Juve. Tutti gli altri fanno meglio: Lukaku-McTominay (24), Retegui-Lookman (39), Kean-Gudmundsson (23), Thuram-Lautaro (26), Orsolini-Castro (21) Pulisic-Reijnders (21) e perfino Castellanos-Dia (19)
hanno trovato più continuita sotto porta. C’è però una piccola consolazione: La Roma segna poco, ma sempre. Con 51 gol in 36 giornate ha il nono attacco della serie A. Solo due volte, dal 2004-05, aveva fatto peggio a questo punto della sta-gione: nel 2022-23 (45 gol), e nel 2014-15 (49). Ma i giallorossi vanno a segno da 20 partite consecutive tra campionato e coppe. (…) Dovbyk, 10 reti stagionali da 1-0 su 17 totali, è decisivo soprattutto quando sblocca: 15 dei 18 punti complessivi della coppia portano la sua firma. La media gol è simile: uno ogni 188′ per lui, uno ogni 187′ per Shomurodov. Nelle 12 partite in cui si sono ritrovati a giocare insieme, La Roma ha raccolto 5 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte. Dati che non incantano, ma offrono una base su cui lavorare. (…)

(corsera)

Pellegrini si opera. Il futuro resta incerto

IL TEMPO (G. TURCHETTI) –  L’ultimo triste capitolo di una stagione che ha regalato poche soddisfazioni. Lorenzo Pellegrini ha scelto la strada dell’intervento chirurgico a seguito della lesione del tendine del retto femorale della coscia destra rimediata in allenamento che l’ha costretto a chiudere anzitempo la propria annata. Una situazione simile a quella vissuta da Paulo Dybala a metà marzo, quando l’argentino dovette lasciare il campo contro il Cagliari per la lesione del tendine semitendinoso della coscia sinistra. La Joya decise di operarsi anziché adottare una terapia conservativa che avrebbe aumentato il rischio di recidiva. Il capitano della Roma volerà in Finlandia il prossimo fine settimana e si affiderà alle mani del professor Lempainen. Dopodiché, saranno chiari i tempi di recupero e inizierà l’iter riabilitativo. La via dell’operazione, comunque, non sembra ritardare il ritorno di Pellegrini. La stima del rientro è di circa due mesi e, dunque, sarebbe a disposizione per il ritiro estivo proprio come Dybala. L’infortunio che ha colpito il numero sette giallorosso, costringendolo a seguire da spettatore la corsa all’Europa della Roma in queste ultime giornate, aumenta l’incertezza sul proprio futuro. Già nella sessione di mercato di gennaio – quando la Roma era solo all’inizio della sua incredibile rimonta in campionato – Pellegrini aveva sul tavolo alcune opportunità di lasciare il club, salvo poi decidere di restare nella Capitale. Il suo contratto scadrà il 30 giugno 2026 e dalla società giallorossa non sono arrivati segnali di rinnovo. Un addio, quindi, che sembrava ormai quasi inevitabile. La lesione rimediata e la conseguente operazione a cui si sottoporrà potrebbero, invece, rimescolare le carte in tavola. Soprattutto dal punto di vista delle squadre eventualmente interessate al centrocampista giallorosso. Non esiste certezza, infatti, su quelle che saranno le condizioni di Pellegri-ni, il quale inizierà il percorso di riatletizzazione a poche settima-ne dall’avvio del nuovo campionato. Quel che è sicuro, invece, è che il capitano della Roma avrebbe preferito chiudere la stagione con la possibilità di aiutare i compagni a conquistare la Champions.

Brividi finali

IL TEMPO (L. PES) – Una volata così non si vedeva da anni. Tra cadute a sorpresa, accelerazioni improvvise e colpi di scena di settimana in settimana. La Champions League aspetta ancora una squadra italiana, e la lotta resterà serrata, molto probabilmente, fino all’ultimo minuto del campionato. Una poltrona per sei, verrebbe da dire, anche se in palio ci sono anche i posti per Europa e Conference League, comunque importanti e ambiti per restare nel giro delle coppe continentali. Lazio e Roma sperano, ma il destino non è più nelle loro mani. O meglio, almeno in quelle della Roma che a Bergamo ha sprecato la possibili-tà di una mini fuga al quarto posto a centottanta minuti dalla fine del campionato. La caduta della squadra di Ranieri dopo diciannove risultati utili consecutivi e cinque mesi di imbattibilità ha riconsegnato alla Juve le chiavi della Champions. Ma in questa corsa a nessuno sono concessi errori. I bianconeri condividono la quarta piazza a 64 punti con la Lazio, ma hanno gli scontri diretti favorevoli e tengono i biancocelesti al quinto posto con la Roma sesta a distanza di un punto. Tudor ha il calendario migliore: Udinese in casa (che ha staccato la spina da un po’, basti vedere l’ultima sconfitta interna contro il Monza già retrocesso) e Venezia in trasferta. I lagunari potrebbero arrivare già salvi alla sfida contro la Signora, anche se servirebbe le sconfitte di almeno una tra Empoli e Lecce. Come per lo scudetto, anche per la salvezza ci sarebbe lo spareggio in caso di arrivo a pari punti. L’ultima di campionato per la Juventus, quindi, sarà molto probabilmente una partita vera ma di certo gli incroci favoriscono i bianconeri rispetto alle squadre della Capitale che già in questo weekend rischiano di staccarsi. La Lazio affronterà l‘Inter a San Siro in un match tornato vitale dopo il pari del Genoa al Maradona col Napoli. Inzaghi, che dopo lo 0-6 di dicembre all’Olimpico ha visto raffreddarsi i rapporti con la sua ex squadra, non potrà lasciare nulla al caso sperando che il Parma possa fermare ancora Conte. Per l’ultima in casa, invece, i ragazzi di Baroni ospiteranno il Lecce che a meno di clamorosi colpi di scena (sconfitta contro il Toro in casa e vittoria del Venezia) sarà ancora in corsa per salvarsi. Due partite vere nelle quali potrebbero non bastare neanche i sei punti, se la Juve fa en plein. Non va meglio alla Roma, che alla fine potrebbe ingaggiare proprio con i «cugini» il duello per arrivare almeno all’Europa League. All’Olimpico domenica arriva il Milan, ancora con una flebile speranza Champions ma soprattutto imprevedibile in queste ultime gare di campionato. Tante rimonte e la consapevolezza di non avere nulla da perdere e di poter puntare sulla qualità dei singoli. Sarà l’ultima in casa da allenatore per Ranieri che riceverà l’omaggio del suo pubblico in una serata comunque particolare. I giallorossi chiuderanno a Torino contro i granata ormai senza obiettivi stagionali. Più indietro Bologna, Fiorentina e proprio Milan che spe-rano in miracoli e cadute di massa ma difficilmente (c’è lo scontro diretto tra viola e rossoblù domenica) possono ambire al quarto posto. Dopo quasi quindici anni domenica saranno nove le gare in contemporanea in Serie A e per l’ultima giornata, qualo-ra dovesse essere ancora aperta la lotta Scudetto, le gare di Napoli e Inter sarebbero anticipate al giovedì e si porterebbero dietro anche corsa salvezza ed Europa, sempre che il Cagliari (ultimo avversario di Conte) non si salvi domenica. Insomma, una bagarre senza esclusione di colpi dove tutte sperano e nessu-na è certa del proprio destino, indipendentemente dal percorso. Centottanta minuti di pura follia e continui calcoli. Ma forse, in fondo, è più divertente così.

Pellegrini al bivio, prima l’operazione e poi il mercato

Tra possibili divorzi e nuovi rebus tattici continua la complicata rincorsa alla Champions delle due romane attese dalla doppia sfida con le milanesi Sta per finire nel modo più amaro. Con un’operazione chirurgica a metà maggio, lontano da Roma, e con un’estate di dubbi sul futuro. Il capitano Lorenzo Pellegrini potrebbe andare sotto i ferri per risolvere la lesione al retto femorale destro. Il consulto ha evidenziato il problema al muscolo della coscia e il calciatore si è preso qualche giorno per decidere tra la terapia conservativa o l’operazione chirurgica. Se dovesse decidere di operarsi la destinazione è la Finlandia: un intervento delicato, ma necessario per evitare ricadute e infiammazioni croniche. (…) Neanche la cura Ranieri, che ha provato a recuperare il suo giocatore, ha funzionato, relegando Pellegrini ad un ruolo di comprimario. Acuendo quel lento distacco con parte della tifoseria romanista. È rimasto solo un affetto educato, mai del tutto spento ma nemmeno più infuocato. Nemmeno il gol nel derby, uno dei pochi lampi dell’anno, è bastato per cambiare la narrativa. Da tempo La Roma riflette. Il contratto scade nel 2026 e l’ingaggio da 6 milioni pesa. Non c’è in agenda un rinnovo, né un confronto già fissato per discutere di nuovi ruoli. La verità è che una cessione, oggi, non è più un tabù. Anzi: se arrivasse l’offerta giusta -dall’Italia o dall’estero – le porte potrebbero aprirsi. (…)

(La Repubblica)

Cinquecento volte Ranieri: show d’addio all’Olimpico

LEGGO (F. BALZANI) – Tutto l’Olimpico per Ranieri tra magliette, striscioni, cori e una coreografia della Sud. La Roma contro il Milan, domenica prossima, si prepara a salutare in grande stile l’ultima panchina casalinga della splendida carriera del tecnico che contro il Milan taglierà anche il traguardo delle 500 presenze in serie A da allenatore. Un obiettivo che lo fa entrare nella top 11 di sempre dietro Mazzone, Rocco, Trapattoni, Liedholm, Gasperini, Bernardini, Spalletti, Guidolin, Mazzarri, Allegri e Radice. Va detto che a differenza dei colleghi Ranieri ha accumulato tantissime panchine anche all’estero, per l’esattezza 462 tra Valencia, Atletico, Chelsea, Nantes, Leicester, Monaco e Fulham. Il che fa lievitare il numero finale, a ben 962 presenze solo di campionato. Con coppe e nazionale il dato sfonda quota 1000. Numeri monumentali per Sir Claudio che ha iniziato la sua carriera da calciatore proprio nella Capitale dove poi è tornato tre volte da allenatore. A fine campionato inizierà la carriera da dirigente eguagliando nel triplo ruolo (giocatore, allenatore e dirigente) due mostri sacri come Bruno Conti e Fulvio Bernardini. L’Olimpico è già sold out anche perché si tratta della sfida decisiva per assicurarsi (o quasi) un posto in Europa. E insieme a Ranieri potrebbero salutare altri tre giocatori: Cristante, Paredes e ovviamente Hummels mentre per Svilar arrivano segnali incoraggianti sul rinnovo. Non ci sarà Pellegrini, altro giocatore a serio rischio cessione. Il capitano giallorosso ha deciso di operarsi dopo l’infortunio del tendine del retto femorale della coscia destra: l’intervento è previsto nel week end in Finlandia.

Coppa Italia: trionfa il Bologna, Milan superato 1-0 grazie alla rete di Ndoye

Il Bologna ha conquistato la Coppa Italia 2024/2025, superando il Milan per 1-0 nella finale disputata allo Stadio Olimpico. A decidere l’incontro è stata una rete di Dan Ndoye al 53′ minuto del secondo tempo.

Dopo un primo tempo equilibrato e senza reti, il Bologna è riuscito a sbloccare il risultato nella ripresa grazie al suo attaccante svizzero. Il Milan ha tentato di reagire, ma la difesa rossoblù ha retto fino al fischio finale, consegnando al Bologna uno storico trofeo dopo 51 anni.

Pisilli: “Ci siamo risollevati grazie al gruppo”, Greggi: “Calcio femminile? La Roma ha fatto passi importantissimi”

Dal palco del convegno sportivo “Quale sport per una cultura di speranza?”, tenutosi oggi presso il Campus Biomedico di Trigoria, sono emerse le voci di due protagonisti del mondo Roma: il centrocampista Niccolò Pisilli e la calciatrice della Roma Femminile, Giada Greggi.
Niccolò Pisilli ha posto l’accento sulla forza del collettivo nei momenti di difficoltà stagionale: “Quest’anno abbiamo fatto fatica, poi grazie al gruppo ci siamo risollevati. Penso sia la cosa più bella dello sport, poi al di là di tutto si creano delle amicizie che rimangono.” Il giovane ha poi offerto uno sguardo sulla sua quotidianità e sui sacrifici necessari per inseguire un sogno: “La mia giornata? Pesante, ma è il sogno di qualsiasi bambino giocare a calcio. Ovvio che ci siano dei sacrifici, ma se ti fermi un attimo e vedi quello che hai poi ti senti ripagato.”
Interrogato sui valori nel calcio, Pisilli ha sottolineato: “Penso che una persona li porti con sé dal proprio bagaglio. Per noi è importante dare un buon esempio e trasmettere valori giusti: lealtà. sportività, saper vincere e perdere.”
Giada Greggi ha evidenziato i progressi del calcio femminile e il ruolo cruciale delle infrastrutture messe a disposizione dal club: “C’è tantissimo ancora da fare per il calcio femminile, ma siamo cresciuti tantissimo. Siamo diventate professioniste, uno step importante. Avere un centro sportivo come il nostro, le psicologhe che ci seguono (l’aspetto mentale è importantissimo), nutrizioniste esperte. Non è scontato, sotto questo aspetto la Roma ha fatto dei passi in avanti importantissimi.”
Greggi ha poi condiviso un aneddoto personale sui suoi inizi, rivelando come la passione per il calcio abbia prevalso su altri percorsi: “Io ho iniziato con la danza classica per volere di mia madre, poi tra le partite di mio fratello e gli amici maschi in classe ho sentito sempre più dentro me il calcio. Devo ringraziare anche mio padre, altrimenti farei ancora danza…(ride, ndr). È importante seguire quello che si sente dentro.”

(ilromanista.eu)

VAI ALLA NEWS