Instagram, gli auguri della Roma a Bove per il suo compleanno (FOTO)

Edoardo Bove oggi compie 23 anni. Il centrocampista classe 2002, attualmente in prestito alla Fiorentina ma di proprietà della Roma, ha dovuto bruscamente interrompere la propria carriera per quanto accaduto durante la gara con l’Inter al ‘Franchi’. Il club giallorosso gli ha dedicato un post su Instagram per gli auguri di compleanno.

 

 

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Trigoria, ieri la VII edizione del torneo ‘Di Bartolomei’. Mancini: “Cerco sempre di onorarlo quando porto la fascia” (FOTO)

Si è svolta ieri a Trigoria la VII edizione del torneo ‘Di Bartolomei’, svolto sul campo che è stato dedicato all’ex capitano della Roma nel centro sportivo giallorosso. Tanti gli ex romanisti presenti per omaggiare il ricordo di Agostino, con Maurizio Lombardo, CFO del club, che ha dichiarato: “Porto i saluti della famiglia Friedkin, che è orgogliosa di ospitare questo torneo nel nostro centro sportivo. È giusto che questi ragazzi che rappresentano il presente e il futuro conoscano i valori di un grande uomo e di un grande capitano come Di Bartolomei. Ringrazio i nostri ex giocatori, che sono parte importante della nostra famiglia, e i tifosi che con i loro cori hanno riscaldato l’atmosfera e fatto sentire la presenza di Agostino”.

Poi è intervenuto anche Gianluca Mancini: “Vedere i nostri tifosi omaggiare Agostino Di Bartolomei mi rende orgoglioso di giocare per la Roma. Io non l’ho vissuto, ma quello che mi raccontano su di lui è qualcosa di unico e irripetibile. So che per tutti i romanisti era ed è un punto di riferimento. A volte indosso al fascia di capitano e ne sono orgoglioso pensando al fatto che l’ha portata un calciatore e un uomo come lui. Cerco sempre di onorare lui e tutti coloro che l’hanno portata al meglio. Per la squadra e per i tifosi”.

(asroma.com)

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Ranieri: “Hanno aspettato le ultime 2 giornate per farmi arrabbiare. Milan arrabbiato? Noi di più”

Insignito ieri del premio ‘Colalucci’, Claudio Ranieri ha rilasciato alcune dichiarazioni tornando sull’episodio di Atalanta-Roma: “Hanno aspettato le ultime due giornate per farmi arrabbiare. Se ci spiegano che il protocollo VAR va applicato in un certo modo e poi fanno il contrario, e lo rivendicano pure, una reazione come la mia è il minimo”.

Chiusura sulle ultime due giornate di campionato: “Dobbiamo dare il massimo contro Milan e Torino, poi quel che sarà, sarà”. Sui rossoneri, reduci dalla sconfitta in finale di Coppa Italia, Ranieri si esprime così: “Non ho visto tutta la finale, solo l’ultimo quarto d’ora. Ma se il Milan sarà arrabbiato, noi lo saremo ancora di più”.

Calciomercato Roma, dalla Turchia: il Besiktas su Abraham e Celik. Mourinho può lasciare il Fenerbahce, Zidane il possibile sostituto

Con i campionati ormai agli sgoccioli, il tema del calciomercato si scalda e dalla Turchia riportano voci che riguardano anche la Roma. Infatti il presidente del Besiktas, Adali, è pronto ad investire una cifra tra i 15 e i 20 milioni per un nuovo attaccante da scegliere tra una lista che comprende Tammy Abraham, di rientro alla Roma dopo il prestito al Milan, Jonas Vind, Paul Onuachu, Vout Weghorst, Beto o Patrik Schick.

(sozcu.com)

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Dallo stesso portale, si legge come anche Celik potrebbe tornare a giocare in patria, sempre al Besiktas. I contatti sono già avviati col calciatore e ora si attende il via libera per iniziare la trattativa con la Roma per il terzino destro.

In più, anche il futuro di José Mourinho sembra in bilico: il tecnico portoghese potrebbe lasciare il Fenerbahce anche se ci sarà da trovare un accordo tra penali e indennizzi inseriti nel contratto. In caso di addio, il club turco punterebbe su Zidane.

(sozcu.com)

Padre Pagano: “Papa Leone XIV tifa Roma da sempre. Anche noi ci arrabbiamo per le partite”

T9 – Padre Giuseppe Pagano è intervenuto all’interno della trasmissione televisiva Amore Giallorosso su T9 canale DTT 17, in onda il mercoledì sera. Amico fraterno di Papa Leone XIV, qualche giorno fa, ha fatto un grande regalo a noi romanisti, svelandoci che il Santo Padre è un tifoso o comunque un simpatizzate della Roma. “Eh lo immagino (sorride)… no, no, lui è proprio un tifoso della Roma – ha spiegato Padre Pagano –. Forse questo piacerà un po’ meno ai laziali ma comunque anche loro, devono stare tranquilli perché il Papa è di tutti non solo dei romanisti”.

Lei di Papa XIV dice: “è un Amico, un Agostiniano, un Papa per la pace e per la comunione”. 
“Sì esatto, a lui piace costruire relazioni e proprio per questo, è facile essergli amico. Ha un grande desiderio che è quello di essere un costruttore di pace, una pace costruita attraverso il desiderio di unità tra tutti i popoli, – mai più la Guerra – A lui, oltre al calcio e alla Roma, piace molto anche il tennis, lo ha anche praticato e In questi giorni, abbiamo visto un bellissimo incontro con Sinner. Credo che lo sport, possa essere una bellissima arma per raggiungere questo obbiettivo della pace”.

Voi uomini di Chiesa, quando seguite la partita vi arrabbiate come noi comuni mortali, oppure riuscite a mantenere una calma che definirei Santa?
“Ci arrabbiamo anche noi (sorride) e vi dico che ho qualche confratello che non vede neanche le partite, proprio per evitare di arrabbiarsi. Facciamo il tifo un po’ come tutti, abbiamo anche noi la nostra passione e soprattutto tanta voglia di vincere. Poi se vediamo una partita insieme a un avversario e giocano le due squadre del cuore avversarie è ancora più divertente”

Padre lei ci ha confessato di essere un tifoso del Milan. Ma una partita Roma-Milan assieme al Santo Padre, dal vivo l’ha mai seguita? 
“No purtroppo non l’abbiamo mai vista, anche perché quando abbiamo vissuto insieme eravamo sempre super impegnati e quindi non avevamo il tempo per andare allo stadio.  La vedevamo dalla televisione, però devo dire che siamo stati sempre molto moderati”

Una cosa che mi ha colpito leggendo la sua storia è che vi conoscete da tanti anni, fin dal 1983.
“Sì sì è vero ci conosciamo da tantissimi anni e questo ci ha permesso di crescere un po’ insieme. Lui è un po’ più grande di me ma tra di noi c’è sempre stata una bella amicizia è una bella confidenza, rispettosa. Ed è durata nonostante la distanza perché lui dopo gli studi è tornato negli Stati Uniti, è stato poi missionario in Perù mentre io sono cresciuto in Umbria, tra Cascia e Gubbio e i nostri cammini per diversi anni si sono divisi: però siamo riusciti a mantenere sempre un certo rapporto, nonostante fossimo così lontani. Abbiamo avuto anche la fortuna di stare cinque anni insieme a Roma, quando lui era Padre Generale e io ho potuto assistere ed essere testimone, di come ha svolto il suo ruolo.  Credo che farà molto bene anche come Papa: governare non è facile perché sei il Papa di tutto il mondo e devi avere relazioni con capi di Stato che ti obbligano ad avere un equilibrio non indifferente. Però si è capito subito, fin dalle parole della prima sera in cui si è affacciato dal balcone, che lui vuole creare unità.  La cosa bella è quella di chiedere di essere responsabile ad ogni persona, per poter costruire la pace e l’unità perché queste non si possono ottenere solamente attraverso il Papa ma bisogna arrivarci, attraverso il contributo di tutti”

Mi ha colpito molto anche il modo del popolo di acclamare il Papa quanto è stato eletto, quel grido “Leone, Leone” quasi fossimo allo stadio.
“Sì sì è vero…  Leone, Leone… poi Prevost, Prevost! Anche a me ha meravigliato tanto però del resto, quando viene eletto un nuovo Papa anche il primo impatto con la gente è importante, va studiato e valutato… credo che parte della sua commozione fosse proprio per questa accoglienza del popolo sotto al balcone. È stato molto festoso e c’è stato un vero e proprio tifo da stadio”

Ci raccontava della sua amicizia con quello che all’epoca (1983) era un giovane padre Prevost: lui non era ancora Vescovo e meno che mai Cardinale perché sappiamo che è stato nominato solo in epoche recenti. Mi incuriosisce sapere, sempre se può svelarcelo, se già al tempo, Papa Leone fosse tifoso della Roma, oppure se la sua passione e simpatia per i colori giallorossi è arrivata successivamente… 
“Io credo che lui sia della Roma da sempre, o comunque da quando è arrivato a Roma. Ha fatto la sua scelta ed è rimasta sempre tale, non l’ha mai abbandonata”

Anche perché poi nella città, il 1983 è un anno importante perché dopo tanti anni la Roma ha rivinto lo Scudetto.
“Esatto, magari ha scelto la Roma proprio per quello…(sorride)”

È curioso il dato relativo all’8 maggio però… l’8 maggio 1983 la Roma diventa ufficialmente Campione d’Italia mentre l’8 maggio 2025, Padre Prevost viene eletto Papa. 
“È bellissimo questo dato, quando lo incontrerò glielo comunicherò. Probabilmente lui lo saprà però è un aneddoto bellissimo”

Questo legame con Roma e con la Roma ha radici lontane. Tra l’altro il Capitano di quella squadra,si chiamava Agostino e il Santo Padre è suo confraterno Agostiniano. 
“Esatto, vedete quante coincidenze… allora a questo punto dobbiamo pensare che la Roma ha vinto lo Scudetto, grazie alla protezione della Madonna di Pompei… lo dico perché il Papa alla fine del giorno dell’elezione, si è affidato proprio alla Madonna di Pompei perché l’8 maggio è il giorno della sua supplica”

Abbiamo parlato di tifo, di pace e di sport. Volevo sapere da lei, cosa si può fare per debellare questo lato un po’ oscuro, inteso come manifestazioni estreme di tifo che a volte, culminano in eventi non belli. 
“Mi rattristano molto questi episodi, tanto che alcune volte mi sono allontanato anche dall’essere tifoso, proprio per questi episodi che accadono all’interno dello stadio.  Ricordo che una volta era andato a vedere Milan-Napoli a San Siro, negli anni in cui non c’erano nemmeno le separazioni tra le tifoserie e le partite si vedevano insieme. In quella occasione, c’erano stati degli scontri violenti e mi ero spaventato così tanto che mi ero allontanato dallo stadio. Apprezzo questa domanda perché qualcosa ovviamente va fatto. Ci sono degli elementi che sono punitivi ma che non purtroppo non sono risolutivi: penso ad esempio al fatto che se compi un atto violento allo stadio poi ti può essere impedito l’accesso in futuro. La cosa più triste però, è sapere che le tifoserie hanno tanto potere, influenzano tante cose e questo, rende difficile ogni dialogo. Probabilmente bisogna risolvere il problema alla radice e questo dipende forse dalle società, dai presidenti o da chi gestisce, proprio le tifoserie ma capisco che è un lavoro non semplice.  È chiaro però che uno che usa la violenza non può stare in uno stadio perché poi ci sono anche dei bambini e non è un esempio bello perché loro, possono crescere con un’idea sbagliata del tifo: mentre è molto bello quando allo stadio si vedono le famiglie e diventa un ambito educativo. Io sono stato sempre convinto che lo sport, anche quello non praticato, sia molto bello: uno gioca in funzione degli altri e anche senza usare le parole si può arrivare ad un dialogo fatto di intenti. Chi fa il tifo in un modo sbagliato secondo me non capisce niente, vede solo l’obiettivo del risultato mentre secondo me è importante anche saper perdere.  Ovviamente anche io quando gioco, o vedo la mia squadra vorrei sempre che vincesse però questo non è possibile e bisogna anche saper accettare la sconfitta. Lo stesso appello però, lo farei anche ai giocatori, chiedendo che non siano anche loro violenti nel gioco. La violenza dentro al campo, scatena anche quella sugli spalti. Mi rifaccio alle parole che ha detto il Papa ai giornalisti “la violenza può partire dalle parole” e a volte allo stadio c’è tanta violenza anche verbale.

Quando si parla di comportamento violento dei giocatori, vorrei aggiungere anche tutti quegli atteggiamenti volti ad esasperare una reazione violenta dei tifosi. Un giocatore che appena sfiorato cade a terra come se avesse ricevuto uno sparo, innesca un meccanismo che andrebbe punito. I giocatori dovrebbero essere richiamati e sanzionati.
“È vero. La correttezza ma anche il linguaggio dei giocatori è importante, ho visto sui social dei video di qualche giocatore e allenatore, di cui non faccio i nomi, che mente parlano, bestemmiano e questa è una cosa veramente assurda. Non si può commentare una partita anche se hai perso con un linguaggio non corretto”

Siamo contenti e onorati di averla avuta con noi, la salutiamo e ovviamente la ringraziamo…   
“Grazie a voi ma prima, volevo mandare un saluto al mio amico Maurizio Iorio, che ha giocato nella Roma, che vi segue sempre e che ci ha messo in contatto”.

Coco è già al lavoro e punta alla Roma

Continua il lavoro del Torino in vista della trasferta di domenica sera contro il Lecce (…). Anche nella giornata di ieri, diversi giocatori hanno svolto allenamento differenziato.
Tra questi, Alieu Njie, Borna Sosa, Marcus Pedersen e Saul Coco. L’attaccante svedese Njie è rientrato questa settimana dopo un lungo stop (…) e lo staff tecnico potrebbe concedergli qualche minuto nell’ultima giornata proprio contro i giallorossi.

Proseguono il loro percorso di recupero anche Marcus Pedersen (…), assente nell’ultima gara per un trauma facciale, e Borna Sosa (…), fermo da metà febbraio per una distorsione alla caviglia.

Infine, Saul Coco, operato solo tre giorni fa alla mano sinistra, continua a lavorare per mantenere la condizione. Lo staff medico valuterà nei prossimi giorni la sua possibile disponibilità per la partita contro la Roma, (…). Oggi è previsto un altro allenamento, mentre sabato ci sarà la rifinitura prima della partenza per la sede della partita. (…)

(gasport)

Primavera, giallorossi in casa contro l’Atalanta

La Roma Primavera, guidata da mister Falsini, concluderà una stagione da protagonista assoluta con la sfida all’Atalanta in programma alle ore 14 (visibile su Sportitalia). Già prima di questa 38ª giornata i giallorossi si sono assicurati il primo posto in classifica e la semifinale contro la quarta classificata, cioè Fiorentina o Juve. Domenica chiude il campionato anche la Lazio a Lecce alle ore 11 con la delusione dei playoff mancati.

(il Tempo)

Pellegrini è arrivato in Finlandia. Stamattina verrà operato a Turku

Lorenzo Pellegrini è atterrato in Finlandia e si sottoporrà oggi a un intervento chirurgico a Turku, eseguito dal professor Lasse Lempainen, luminare nel trattamento dei problemi tendinei. L’operazione è stata ritenuta l’unica soluzione definitiva per l’infortunio subito in allenamento la scorsa settimana.

Il capitano giallorosso è partito da Fiumicino (…), raggiungendo la clinica del chirurgo finlandese. Dopo l’intervento alla coscia destra, (…) farà ritorno in Italia. Nonostante il desiderio di essere presente all’Olimpico per la sfida contro il Milan, (…) la sua partecipazione appare improbabile a così breve distanza dall’operazione. Il suo umore, comunque, è descritto come ottimo, (…) e il giocatore guarda già al calendario con l’obiettivo di essere disponibile per la prima giornata del prossimo campionato.

Il rientro dipenderà dall’evoluzione della convalescenza, con una prognosi che in questi casi supera i tre mesi. (…) Pellegrini svolgerà la riabilitazione a Trigoria, seguito dallo staff medico della Roma, con la supervisione a distanza del professor Lempainen, che potrebbe recarsi a Roma per controlli se necessario.

Inizialmente, una risonanza magnetica aveva suggerito la possibilità di una terapia conservativa (…), con un recupero più rapido. Tuttavia, dopo ulteriori consulti, (…) i medici hanno evidenziato un elevato rischio di recidiva, che avrebbe potuto compromettere la carriera del giocatore. Questa valutazione ha convinto Pellegrini a optare per l’intervento, (…) che consisterà nel riposizionare il tendine. (…) Diversa la situazione di Dybala, operato a marzo a Londra, (…) il cui intervento ha permesso una ripresa più rapida grazie alla rimozione del tendine, tanto che sarà pronto per l’inizio della prossima stagione.

Stavolta il porto sei tu

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Sembravano i Campioni d’Italia della Roma 1983 i ragazzi della Curva Sud che ieri hanno portato il telone della coreografia sul campo “Agostino Di Bartolomei” per srotolarlo.

Sembravano i Campioni d’Italia della Roma 1983 quando il 15 maggio di quell’anno per festeggiare lo Scudetto portavano un telone tricolore nel giro di campo dell’Olimpico. Ieri, caro Ago, è successa una cosa: nello stesso giorno ma di anni che per te – e nemmeno per noi – passeranno più, il vessillo è arrivato di nuovo in porto. La tua coreografia come quel tricolore. Il tuo volto, con la mano sul cuore, su un campo che ha il tuo nome, nel giorno in cui tu hai guidato tutti noi. Me lo ricordo quando indicavi di andare avanti, richiamavi anche in quel momento di puro festeggiamento, fuori dal tempo, i tuoi compagni a tenere aperta quella stoffa e per farla vedere a chiunque.

Li ho contati al volo dalla tribunetta del Tuo stadio, i ragazzi della Curva Sud che tenevano ieri, 15 maggio 2025, quel telone che sembrava quel tricolore del 15 maggio 1983: saranno stati una venticinquina, più o meno lo stesso numero dei tuoi compagni che sorreggevano il lembo di quel gigantesco vessillo all’Olimpico.

Non so come chiamarlo quello che è successo ieri: 15 maggio come nel 1983, uomini della Roma che portano un vessillo di cui tu parlavi, e quel vessillo ieri aveva il tuo volto, la tua espressione, su un campo che ha il tuo nome.

Quando sento parlare di retorica di queste cose, di inutilità, di qualcosa di accessorio per una società, oltre che cercare di non impazzire, mi verrebbe da urlare che sarà sempre troppo poco, sempre troppo poco Capitano ricordarti adesso, non basterebbe nemmeno farlo una volta al giorno, per tutti i giorni che ti hanno dimenticato prima di piangerti. Per un solo lunghissimo giorno Ago che hai passato affogato in un mare che ti divideva fra quello che sentivi nel cuore e Roma, fra quello che sentivi e il lavoro, quello che meritavi e quello che vedevi nel mondo del calcio (e nel mondo). Fra la tua fedeltà e l’opportunismo di chi si vende e ti dimentica.

Capitano, ieri la Roma con i tuoi ragazzi, una venticinquina di uomini e pischelli della Sud, sono riscesi in campo e l’hanno portato direttamente a te. Quel vessillo è di nuovo in porto, solo che adesso il nostro porto sei tu.

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Fattore Olimpico

Una serata carica di emozioni e speranze attende la Roma. Il futuro non vedrà più Claudio Ranieri sulla panchina giallorossa, almeno come allenatore. Quella di domani sera contro il Milan sarà la sua ultima partita casalinga all’Olimpico, uno stadio che per lui è stato teatro di momenti indimenticabili: (…) dalla commozione per il suo ritorno come “salvatore della patria”, all’addio a Daniele De Rossi, fino all’ovazione ricevuta durante Roma-Leicester. (…) Cinquecento panchine in Serie A, ma le 98 con la Roma hanno un sapore speciale, e domani avrà l’ultima chance di guidare la sua squadra verso la Champions League.

Vincere contro il Milan è l’imperativo (…). Ranieri non lascerà Trigoria, ma non siederà più in panchina; l’Olimpico, però, resterà sempre casa sua. È qui che la Roma ha costruito la sua incredibile rimonta. Dopo una sconfitta iniziale contro l’Atalanta (…), la squadra di Ranieri è diventata un “rullo compressore”, e questa è la base per sperare in un successo contro i rossoneri.

All’Olimpico, con Ranieri, la Roma ha segnato tanti gol contro Lecce, Parma, Lazio, Genoa e Monza, ottenendo anche vittorie di misura contro Como, Cagliari, Verona e Fiorentina, oltre ai pareggi con Juventus e Lazio (ritorno). Anche in Europa League, il bilancio casalingo è stato impeccabile (…). Il calore del pubblico (…) è stato un fattore determinante.

Ma non sarà solo l’ultima di Ranieri. Anche per alcuni giocatori, quella di domani potrebbe essere l’ultima apparizione sull’erba dell’Olimpico. Hummels, (…) dopo il momento difficile contro il Milan in Coppa Italia, si appresta a dire addio al calcio. Potrebbe essere l’ultima anche per Saelemaekers, il cui riscatto dal Milan è incerto, e forse per Cristante, apprezzato dagli allenatori ma meno dai tifosi, e accostato al Como. (…) Anche Paredes, poco utilizzato nelle ultime uscite, potrebbe salutare.

Pure Svilar, (…) che ha recentemente subito gol in casa solo contro la Juventus (…), potrebbe essere all’ultima all’Olimpico, nonostante il forte legame con i tifosi che ne invocano il rinnovo. A Trigoria c’è fiducia che la situazione si risolva. (…) Con la qualificazione in Champions, i sorrisi potrebbero superare le lacrime per gli addii, a patto di superare un Milan reduce dalla sconfitta in finale di Coppa Italia contro il Bologna, proprio all’Olimpico.

(Messaggero)