Instagram, Hummels annuncia il suo documentario: presenti anche Klopp e Löw (VIDEO)

Mats Hummels annuncia l’uscita del suo documentario. Il difensore tedesco, che si ritirerà al termine della stagione e concluderà la sua carriera dopo Torino-Roma, ha realizzato un documentario ripercorrendo i suoi 18 anni da calciatore professionista con l’artista Tommi Schmitt, che lo ha seguito durante il suo anno a Roma. All’interno del racconto che uscirà nei prossimi giorni, intitolato “Hummels – La Finale”, ci saranno anche le testimonianze di allenatori come Jürgen Klopp e Joachim Löw.

 

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Mattia Furlani: “Ranieri ha dimostrato quanto vale con i fatti e con l’amore che ha dato e ricevuto”

“Ranieri ha dimostrato quanto vale con i fatti e con l’amore che ha dato e ricevuto”. Così il campione del mondo indoor e bronzo olimpico del salto in lungo, Mattia Furlani, a margine della presentazione della 45esima edizione del Golden Gala Pietro Mennea, tappa italiana della Wanda Diamond League, in programma venerdì 6 giugno allo Stadio Olimpico. ”Il prossimo allenatore della Roma? Mi auguro che sia un nome importante e che aiuti la squadra a raggiungere grandi traguardi”, ha concluso Furlani.

Stadio Roma: dal Comune intimata all’autodemolitore la restituzione dell’area entro fine maggio

Nuovo capitolo della vicenda Pietralata, area dove dovrebbe sorgere il nuovo Stadio della Roma. Secondo quanto riportato dal giornalista Alessio Di Francesco, dopo la sconfitta al TAR sulla revoca delle autorizzazioni il Comune ci riprova e intima all’autodemolitore presente la restituzione dell’area entro la fine di maggio. Nel caso in cui ci fosse mancato adempimento, ci sarebbero sgombero e risarcimento dei danni anche per i ritardi nella realizzazione dell’opera.

(Radio Roma Sound)

SONDAGGIO: allenatore di livello internazionale con l’attuale dirigenza o tecnico di prospettiva con new entry nell’organigramma societario?

Il tema del nuovo allenatore della Roma si sta scaldando sempre di più con la stagione che andrà ad esaurirsi domenica sera, definendo a quale competizione europea i giallorossi prenderanno parte il prossimo anno.

Tantissimi ormai i nomi tirati in ballo, da Fabregas a Gasperini, passando per Sarri, Allegri, Pioli, Farioli fino alle farneticazioni su Klopp o a nomi più esotici come gli ultimi Espirito Santo e Hutter.

In questo miscuglio di nomi, la domanda che LAROMA24.IT rivolge ai propri lettori è la seguente: preferireste che venisse scelto un tecnico di livello internazionale con l’attuale dirigenza o un tecnico magari più giovane, di prospettiva ma ancora non consacrato, con alle spalle una new entry nell’organigramma societario?

Sarà possibile votare sulle pagine X e Instagram de LAROMA24.IT!

Trigoria: lavoro specifico per Dovbyk, domani parziale rientro in gruppo (FOTO e VIDEO)

La Roma si è allenata a Trigoria in mattinata in vista della prossima, e ultima, gara di campionato, in programma domenica sera in casa del Torino. Da capire se Artem Dovbyk riuscirà a tornare a disposizione: oggi l’attaccante ha svolto un lavoro specifico con l’obiettivo di essere tra i convocati per domenica. Domani è previsto che svolga una parte della seduta con il gruppo, come fa sapere Filippo Biafora.

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Ranieri: domani alle 12.30 la conferenza stampa

Domani, a due giorni dall’ultima sfida di campionato contro il Torino, Claudio Ranieri tornerà a parlare in conferenza stampa, in quella che sarà, per il tecnico, l’ultimo incontro da allenatore con i giornalisti. Appuntamento alle ore 12.30, dalla sala stampa del Centro Sportivo Fulvio Bernardini, per le parole di Ranieri.

Marino: “So che Allegri è stato interpellato dalla Roma più di un mese fa: io lo prenderei”

TELE RADIO STEREO – Ai microfoni dell’emittente radiofonica è intervenuto Pierpaolo Marino, ex ds tra le altre di Atalanta, Napoli e Udinese, oltre a un passato nella Roma ai tempi di Dino Viola. Queste le sue parole:

L’allenatore della Roma è stato già preso?
“Secondo me no. Non ho informazioni dirette, ma se le avessi non le direi. La sensazione che ho, comunque, è che non ci sia ancora il nome. In questi casi si portano avanti dei casting e, quando i campionati sono in corso, magari si attende la chiusura della stagione anche per rispetto dei giocatori e del grande Ranieri che sta concludendo il suo lavoro”

Che cosa è cambiato nel modus operandi dei Friedkin, che avevano annunciato Mourinho a stagione ancora in corso?
“Credo che ora sia coinvolto anche Ranieri nella scelta, probabilmente lui stesso può aver chiesto di rinviare tutto a fine campionato. Anche perché la Roma si sta giocando ancora qualcosa d’importante e dare una notizia di questo rilievo a uno spogliatoio, che poi magari comincia a fare calcoli… Far arrivare un Klopp mentre la Roma si gioca questo risultato magari può far piacere a qualche giocatore, ma ad altri no. Se fossi il direttore della Roma non farei diffondere una notizia del genere a pochi giorni dalla fine del campionato”

Ci ha creduto alla notizia di Klopp?
“Nel calcio attuale, con le proprietà straniere che sono arrivate in Italia, si può credere a tutto. Sono proprietà con mezzi illimitati e con una certa propensione a voler introdurre altre filosofie estere nel campionato italiano”

Come funzionano i casting nel calcio?
“Il problema è che voi immaginate un casting con un allenatore o un direttore sportivo che si incontrano e parlano, fanno un colloquio come quelli di lavoro in un’azienda tipica o da impiegato. Non è così, oggi gli allenatori hanno degli agenti quindi i casting si fanno per interposta persona. I dirigenti parlano con i rappresentanti degli allenatori, poi si fa una scrematura e con i 2-3 nominativi in dirittura d’arrivo avviene l’incontro, anche con la proprietà. Nessuno resta in attesa e nessuno si sente impegnato, né da una parte né dall’altra. So che Allegri è stato interpellato per la Roma, anche tempo fa. Secondo me è stato più di un mese fa. Anche a me piacerebbe il nome di Allegri per la mia ex squadra, come è la Roma. Come giocatore l’ho scoperto io, l’ho portato io in Serie A e siamo rimasti in grandi rapporti di stima e amicizia. Ma non è che se Allegri nel frattempo dovesse ricevere proposte, per dire, di Napoli o Milan si sente impegnato per il fatto di essere stato chiamato per un incontro. Penso che ognuno sia libero, nella realtà dei fatti”

Che legame ha con Roma?
“Dovetti andar via per vicissitudini politiche, è uno dei posti in cui sono rimasto meno in carriera ma mi dispiace. Con Viola sono stato benissimo, è stata una parentesi di un anno e mezzo che si è interrotta perché intervenne la politica. Volevano che andassi ad Avellino, promisero lo stadio a Viola ma poi non glielo hanno fatto fare ugualmente. La Roma aveva perso 3-1 in casa contro il Pescara, la sera mi telefonò Dino Viola: siccome era caduto il governo di De Mita, mi disse ‘Marino, ora ho perso lei e lo stadio’. Se non ci fosse stato l’intervento del capo del governo, che convinse Viola a rompere il mio contratto che era ancora di quattro anni, sarei rimasto e magari avremmo scritto altro. Se sono in pensione? No, mi farebbe piacere tornare ovviamente però… Avevo instaurato un buonissimo rapporto col pubblico, mi cantavano anche una canzone. Portai Bianchi come allenatore, lo avevo avuto al Napoli. L’ultimo mio acquisto fu Rizzitelli, arrivammo terzi alle spalle dell’allora irraggiungibile Napoli di Maradona. Il campionato lo vinse il Milan di Gullit e Van Basten. Perderemmo ogni speranza, quell’anno, con la sconfitta contro l’Inter”

Sulla panchina giallorossa hanno vinto allenatori poco simpatici: serve questo profilo alla Roma?
“Bianchi non era simpatico, ma era efficace. Ho avuto anche Spalletti quattro anni, se non fosse stato per le incomprensioni con Totti lui non sarebbe una persona antipatica. L’unica macchia è stato mettersi in quella posizione di contrasto con Totti, e questo a Roma non è sopportabile. Io sceglierei Allegri per la panchina, sa coniugare il calcio moderno con gli ingredienti per vincere il campionato italiano: vince più spesso la miglior difesa che il miglior attacco. Come il Napoli quest’anno. Fabregas mi convince come persona, ma non sono un amante delle sue modalità di gioco. Sono per la praticità di Allegri, di Spalletti. A Napoli quest’ultimo è riuscito a coniugare per la prima volta in carriera Scudetto e bel gioco, a Udine lo ho avuto quattro anni quindi lo conosco”

A che cosa serve l’algoritmo?
“Sono partito nel ’77 con l’Avellino, ero il più giovane dirigente di Serie A. Ho avuto la fortuna di vivere tutte le trasformazioni del calcio e del mio mestiere, non mi sento legato a un’immagine del passato. Ma penso di avere quel bagaglio di esperienza che mi fa fare un surrogato di quella che è stata la figura del direttore sportivo negli anni. A Udine ho contribuito a un cambiamento che è stato quello di cominciare a fare un mercato globalizzato, con i parametri a zero esteri e con lo scouting dopo la legge Bosman. Da lì è partito il fenomeno Udinese, alla fine degli anni ’90. Quando ero all’Atalanta, dove sono rimasto fino al 2015, avevo già parlato al mio scouting degli algoritmi. Non sono un metodo di scelta dei calciatori, assolutamente, ma sono un ottimo supporto per definire la scrematura finale dei giocatori da prendere. E’ un parametro che posso aggiungere alla fine, un supporto, in base al tipo di calcio che vado a cercare”

La Roma va in Champions League?
“Faccio un tifo sfegatato, il mio non è un pronostico ma un augurio”

Liceo As Roma: lezione di Ghisolfi, Pisilli, Greggi e Lombardo (VIDEO)

Gli alunni del Liceo Sportivo dell’As Roma a Trigoria hanno ricevuto una lezione speciale con ospiti il responsabile dell’area tecnica, Florent Ghisolfi, Giada Greggi e Niccolò Pisilli oltre a Maurizio Lombardo, dirigente giallorosso. La Roma ha pubblicato un video sui propri social dell’evento in occasione della ‘World Football Week’ organizzata dalla Fifa.

 

Tiago Pinto e la piramide dei suoi colpi: “Huijsen il migliore. Poi Ndicka e Svilar” (VIDEO)

Tiago Pinto, nelle riprese per il documentario ‘Bournemouth, don’t call it Cinderella anymore’, ha composto la sua piramide, ormai gioco social tipico, sugli acquisti. Al primo posto finisce Huijsen, “considerando tutto, anche la sua rivendibilità”, in seconda fascia Svilar e Ndicka mentre sul gradino più basso Kepa, Lukaku e Dybala, “il mini-Messi, che ha dato tutto, prestazioni e passione, ma non ha la possibilità di diventare un valore rivendibile per la società”.

 

 

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