Non c’è tempo da perdere. Gasperini ne è consapevole ma ha le mani legate. Perché se sul campo la linea è tracciata – vincere le quattro partite che rimangono e sperare in due passi falsi della Juve – fuori è tutto fermo. L’addio di Ranieri e la sfiducia pubblica a Massara (che continua comunque a lavorare: ieri era l’unico presente a Trigoria) ha paradossalmente bloccato ancora di più l’operatività del club con il tecnico che non sa con chi rapportarsi. L’uomo di fiducia dei Friedkin non è presente mentre Dan e Ryan sono dall’altra parte dell’oceano. Per questo motivo l’allenatore ha chiesto alla proprietà di avere un nuovo colloquio. Se lo aspetta già in settimana, forse già in giornata, consapevole che ogni giorno perso rischia di minare la programmazione della prossima stagione. Del resto le questioni in ballo sono diverse. Dalle più banali (la scelta del ritiro dopo che è stata scartata la tournée in Australia: ad oggi l’unica intesa vicina a chiudersi è per un’amichevole in Germania durante l’estate) a quelle più stringenti legate alla nomina di un direttore sportivo al mercato in uscita e a quello in entrata, ai rinnovi e ai riscatti, senza dimenticare la scelta del nuovo staff medico e il completamento dell’attuale staff tecnico. […]
La scelta non è semplice. Con Giuntoli e Paratici ad oggi in calo, il preferito è D’Amico, legato però ancora un anno all’Atalanta. Si è spesso parlato di divergenze con Gasperini: in realtà tra i due al di là di normali discussioni lavorative il rapporto è sempre stato abbastanza buono. La scelta di Bellanova al posto di Wesley, che fece tanto discutere all’epoca, fu più una decisione societaria che del dirigente. Ed è proprio questo il punto: l’Atalanta non intende liberarlo già di per sé, figuriamoci poi per favorire il tecnico giallorosso. Diverso il discorso di Manna: il rapporto con Conte non è mai decollato e la permanenza del ds (che ha un contratto fino al 2029) potrebbe andare di pari passo con quella dell’ex ct. Sullo sfondo resta Sogliano, il più semplice da prendere. C’è poi il mercato. Che come ogni anno si dividerà in due. La prima parte, quella relativa alle uscite per soddisfare le plusvalenze, entro il 30 di giugno. E in quest’ottica a Trigoria stanno provando a capire se ci sia la possibilità, grazie a tagli nei costi già previsti e l’ingresso del main sponsor, di rientrare nella cosiddetta quota di permissività della Uefa, una sorta di tolleranza guardando al comportamento e agli sforzi effettuati dal club, che permetterebbe di abbassare la soglia di 80 milioni, a fronte del pagamento di una multa. Dal primo luglio scatterebbe poi la seconda, quella delle entrate. […]
E le idee in tal senso sono chiare: rinnovare Hermoso (il club può esercitare una clausola unilaterale entro il 30 giugno), Pellegrini, Mancini e Cristante, rimpiazzare il partente oi partenti per il FPF, trovare il terzino sinistro titolare (Angeliño partirà) e poi – con le mani più libere per essere usciti dal Settlement Agreement – investire sul reparto offensivo. Due esterni offensivi a sinistra e almeno uno a destra, se Soulé resterà. Altrimenti se per Matias dovesse arrivare un’offerta dalla Premier (piace ad
Aston Villa e Bournemouth), utilizzando anche i soldi incassati dall’argentino, due e due. Non mancano i nomi: Nusa è il sogno, Summerville (soprattutto se il West Ham dovesse retrocedere), Sauer e Munoz sono tra le piste più praticabili. Ad oggi il vice Malen non è la priorità. […]
(Il Messaggero)