Ranieri tranquillizza Gasp e traccia il futuro della Roma

«Lui martellerebbe anche Dio, ma non gli chiediamo la Champions». Prossime scelte «Totti? I Friedkin ci stanno pensando, Dybala e Pellegrini: dipende dagli ingaggi». (…) Ranieri ha aperto la porta a Totti, così ha saputo dalla proprietà: «Ci stanno pensando e mi auguro che Francesco possa essere veramente utile alla Roma. È una parte della Roma». Se lo dice sir Claudio, bisogna crederci. Da qui è partito dalla tarda mattinata il tam tam nelle radio e per strada tra i tifosi. Sul ruolo da affidare all’ex capitano. Ranieri prima ha però affrontato l’argomento più delicato: la posizione di Gasperini e l’obiettivo che i Friedkin gli hanno chiesto di centrare. Non solo. Ha chiarito il rapporto tra Massara e l’allenatore, come si sono confrontati sul mercato. «lo sto in mezzo» ha detto Claudio, confermando che il ds e Gian Piero sono su posizioni diverse. In sintesi: Gasperini chiede e ottiene, non tutto però. Perché Massara è la società. C’è sempre un ma, a giustificare ogni mossa del ds. Come a proteggerlo. Ranieri poi si è però esposto, anche per calmare l’allenatore: non è vero che ha l’obbligo di portare la Roma subito in Champions. Parole mirate, quindi: «Il nuovo stadio definisce il coinvolgimento dei Friedkin. Hanno preso un allenatore per tre anni e la richiesta all’allenatore è stata chiara: vorremmo arrivare in Champions League, starci e poi ci sarà l’anno in cui si vincerà lo scudetto. (…) Stiamo costruendo e crescendo, e questa è la cosa più importante. Io non parlo di crescita in classifica, ma del numero di giocatori che l’allenatore reputa un blocco. Lui li vuole portare a 15-16. Ecco, in questi tre anni dobbiamo portarli il prima possibile. Io li avrei voluti ieri, da ex allenatore, ma non tutto si può fare. Siamo uniti in questo: società e Gian Piero. Che quando parla non dice una virgola fuori posto. Quando i Friedkin mi chiedono “Claudio cosa ne pensi?”,
“io rispondo che sono d’accordo con lui, ma dobbiamo avere il tempo per arrivare alla sua visione. Ha un grande curriculum e personalità. A inizio campionato ho detto che avremmo passato due mercati di difficoltà e sono sincero, non pensavo di poter vedere tutti questi arrivi. Gian Piero è molto bravo. Voleva e ha preso Malen. Poi voleva Zaragoza e infatti è venuto. Vaz è stato voluto da tutti noi: tutte i club in Europa stanno acquistando giovani, ma non ai 20 spesi da noi. A 50-60. Le tensioni minano l’ambiente? No, a Gian Piero piace stare sempre lì a martellare: verrebbe qui Dio come direttore sportivo e martellerebbe pure lui, è la sua forza. Lui la mattina batte i pugni, voglio questo, quello, è fatto così. L’altro invece è una persona molto riflessiva, calma, incassa molto bene e fa il suo lavoro. Che è legato alla società
». E sui rinnovi di Dybala e Pellegrini: «Bisogna abbassare il monte stipendi, altrimenti non ce la facciamo con il Financial Fair Play».

(corsera)