Dazio Pizza Quality No Limits: Pizza contemporanea senza fine a 15,90!

A Roma è in atto una vera e propria RIVOLUZIONE!! In via Nomentana 1206 da Dazio la Pizza No Limits è Quality! Prova da Dazio (PRENOTA ORA), pizzeria tra le migliori in Italia secondo Gambero Rosso e 50top, la formula che porta in città un’esperienza inedita: pizza contemporanea d’eccellenza servita no stop a prezzo fisso. Ingredienti di primissima scelta, lavorazioni curate e la passione per la vera pizza napoletana si uniscono a un format che mette al centro la qualità e l’abbondanza.

Il menù “Quality No Limits” è già pronto a conquistare tutti:

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La formula è attiva tutti i giorni, escluso il sabato, ed è la prima volta che Roma scopre la pizza di qualità in versione “all you can eat”. Non un compromesso, ma un’occasione per gustare quanta pizza vuoi senza rinunciare alla genuinità delle materie prime e al fascino della tradizione napoletana.

Dazio – Via Nomentana 1206, Roma
Telefono: 0683525515 
La pizza diventa festa, la qualità diventa per tutti. A te la scelta, a Dazio il compito di stupirti.

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Ora è ufficiale: Mark Sertori lascia la Roma. Il messaggio: “Che viaggio. Abbiamo ridotto del 42% il numero di partite perse dai giocatori infortunati”

Mark Sertori ha lasciato la Roma. L’ex Director of performance del club ha aggiornato la propria posizione lavorativa su LinkedIn, annunciando di fatto di aver interrotto il proprio rapporto lavorativo con la società giallorossa. Era arrivato nell’agosto del 2024 e aveva riassunto così, in un’intervista a Il Romanista, il proprio ruolo: “Io sono il direttore delle performances, in altre parole sono capo della “Sport Science” ovvero fisioterapisti, massaggiatori e psicologi. Tutto ciò che riguarda la performance è in carico a me“.

Il suo post: “Finestre e specchi”. Credo che sia importante come leader guardarsi prima allo specchio quando le cose non vanno così bene e guardare attraverso la finestra quando le cose vanno alla grande. Riduzione complessiva degli infortuni del 45% rispetto alla stagione 23/24, la migliore del campionato, rendendo disponibili più giocatori nella stagione 24/25. Abbiamo lavorato duramente per migliorare l’efficienza del team addetto alle prestazioni, che ha lavorato instancabilmente per rendere i nostri tempi di recupero anche i migliori della Serie A. Insieme abbiamo ridotto di ben il 42% il numero di partite perse dai giocatori infortunati. Mentre le richieste ai giocatori sono aumentate del 6% in più di partite, ma, cosa ancora più importante, i tempi di recupero si sono ridotti del 24% nel corso della stagione. Un ringraziamento speciale va al mio team e a coloro che hanno contribuito ai nostri risultati: Leonardo Alterini, Marco Barbato, Giorgio Bertolone, Gianluca Capogna, Fabio Deidda, Christian Di Claudio, Manrico Ferrari, Stefano Gari, Emanuele Gregorace, Aldo Lacopo, Walter Martinelli, Valerio Piergentili, Roberto Porreca, Vittorio Raieta, Guido Rillo, Raniero Russo, Maurizio Timperi, Roberto Vannicelli, Melissa Di Donato e Giuseppe Virgilli. Che viaggio è stato all’AS Roma! 3 manager, 3 metodologie molto diverse e tanti aggiustamenti, dimostrando che versatilità, allineamento e flessibilità sono necessari nel gioco moderno. Non vediamo davvero l’ora di continuare il nostro viaggio, più specificamente su cosa potremo ottenere la prossima stagione“.

Matic torna sull’addio alla Roma: “Promesse non mantenute, mi sentivo sempre in prova”

SKY SPORT – Nemanja Matic, centrocampista del Sassuolo, si è raccontato attraverso una lunga chiacchierata nel corso di “Sky Calcio – L’Originale”. Il serbo è tornato anche sull’addio alla Roma: “Avete tempo? Per rispondere a questa domanda devo ripartire dall’inizio, quando ho scelto la Roma e sono andato via dallo United per entrare in un progetto in cui sarei dovuto restare almeno un paio d’anni. Prima della Roma avevo avuto delle offerte, mi proponevano dei contratti triennali, e già all’epoca avevo una certa età. Por è arrivata la Roma di Mou: all’inizio non volevo andare, la loro offerta era un contratto annuale, ma per José soprattutto ho scelto la piazza giallorossa. All’inizio mi hanno detto di firmare e che già a gennaio avremmo parlato di rinnovo. Secondo me ho giocato bene, stavo giocando bene. A gennaio però nessuno mi ha detto nulla per il rinnovo. A febbraio ho cercato io dei contatti e mi è stato detto che se avessi giocato più del 50% delle partite avrei avuto il rinnovo automatico. Non era certo quello che mi era stato promesso in estate. Avevo la sensazione di essere costantemente in prova. A febbraio ho detto quindi alla società che fino a fine stagione avrei dato il massimo per portare la Roma il più lontano possibile, la dirigenza sapeva già qual era la mia decisione in estate e quando il Rennes mi ha offerto un triennale ho accettato. lo non ero il problema, il problema sono state le persone che hanno promesso qualcosa e poi non l’hanno mantenuto. Mi sentivo sempre in prova alla Roma e con la mia famiglia non abbiamo mai trovato stabilità”

Capello: “Gasperini ha la mentalità vincente e incentrata sul lavoro. A Roma è difficile inculcarla, ma ci sta riuscendo”

RAI RADIO UNO – Fabio Capello, ex allenatore della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante la trasmissione radiofonica ‘Radio Anch’io Sport’ e si è soffermato sul lavoro di Gian Piero Gasperini sulla panchina giallorossa. Ecco le sue parole: “Mi aspetto un campionato da Champions. Gasperini ha la mentalità vincente e del lavoro, che molte volte a Roma è difficile inculcare. Lui per ora ci è riuscito. Ha giocatori capaci tecnicamente come Soulé e Dybala: giocatori di classe infinita, che possono risolvere le partite con un gol o con un passaggio, e non tutti ce l’hanno. La bravura di Gasperini e la spinta della piazza saranno molto importanti per la Roma”.

Florenzi: “L’addio alla Roma mi ha fatto male perché sono un tifoso giallorosso. Il lavoro di Gasperini? C’è ancora tanto margine”

SKY CALCIO CLUB – Alessandro Florenzi, ex calciatore della Roma, è stato invitato come ospite alla trasmissione dell’emittente televisiva e tra i vari temi trattati è tornato a parlare della sua avventura nella Capitale e del lavoro di Gian Piero Gasperini sulla panchina giallorossa. Ecco le sue parole.

L’addio alla Roma?
“Quando ho lasciato la Roma sono stato male, perché prima di essere un giocatore sono un tifoso della Roma. Ma penso che ognuno abbia il proprio percorso da fare, ho avuto esperienze bellissime”.

Il gol da centrocampo contro il Barcellona?
“Se vedi il replay, io guardo tre-quattro volte il portiere avversario. Ricordo tutto come fosse oggi, Edin Dzeko fa un taglio verso i centrali loro, così ho pensato: ‘Se gliela do, è persa’. Ho visto Ter Stegen fuori, ho pensato ‘Ora ci provo’. Balisticamente è il gol più bello della mia carriera, anche se ne ho fatti altri molto interessanti secondo me”.

La Roma di Gasperini?
“Non mi aspettavo questa velocità, ma quanto margine c’è? Tanto. Mancano delle cose ancora, ma comunque sta lì”.

L’addio al calcio giocato?
“Ho deciso di smettere di giocare a luglio, quando sono salito su un tapis-roulant. Dopo tre settimane di vacanza, sono entrato in palestra e dopo poco ho pensato: “Che stai facendo?”. Sono sceso e sono andato via, non ero più disposto a sentire i dolori che ho sentito negli ultimi anni. Ho giocato in condizioni molto dolorose, e ora non mi manca il campo, perché l’ho fatto per me stesso. Le mie ginocchia mi ringraziano tutti i giorni”.

Fiorentina-Roma, Gasperini rivela: “Ferguson ha accusato un problema alla caviglia giovedì, non era in grado di giocare”

DAZN – Dopo la vittoria per 2-1 contro la Fiorentina al Franchi nella sesta giornata di campionato, Gian Piero Gasperini ha spiegato anche l’assenza di Evan Ferguson dal match di oggi a causa di un problema alla caviglia accusato giovedì contro il Lille. Il tecnico, rispondendo ad una domanda sul possibile futuro di Paulo Dybala da falso nove, ha rivelato: “No, siamo in emergenza. Ferguson aveva accusato un problema alla caviglia giovedì e non era in grado di giocare. Dybala si è allenato venerdì, ha fatto sedute molto blande. Ma non perde mai la sua tecnica e grazie ad essa può giocare in qualsiasi ruolo d’attacco. Ci è stato utile, ma nel mio pensiero Dybala deve giocare con un centravanti”.

Noyz Narcos, cuore giallorosso al Red Bull 64 Bars: sul palco con la nuova maglia della Roma (VIDEO)

Noyz Narcos, icona del rap romano, è stato uno dei protagonisti più attesi del Red Bull 64 Bars Live, e non ha deluso le aspettative dei suoi fan, in particolare di quelli con il cuore romanista. Il rapper ha fatto il suo ingresso sul palco indossando la nuova felpa nera della Roma, parte dell’esclusiva collezione “Urban Purist” firmata adidas, caratterizzata da dettagli arancioni e rossi su sfondo nero.

Il momento clou della serata è arrivato durante il duetto con un’altro rapper, Danno. Per la prima volta in assoluto, i due hanno eseguito dal vivo la traccia “Karashò”. E per un’occasione così speciale, Noyz ha raddoppiato la posta: sfilata la felpa, ha mostrato a tutto il pubblico la maglia giallorossa della stessa linea “Urban Purist”, firmando l’esibizione con i colori della Roma.

 

@concertirap Il padrone di casa 👑 Invited by @Red Bull Italia #redbull64barslive ♬ suono originale – Concerti Rap

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Fiorentina-Roma, Tavano (ag. Bove): “È la sua partita, è legato a entrambe le squadre”

Alla vigilia della sfida tra Fiorentina e Roma, l’agente di Edoardo Bove, Diego Tavano, è intervenuto ai microfoni di Radio FirenzeViola, definendo la partita di domani come una sfida dal sapore speciale per il suo assistito, legato a entrambe le piazze dopo l’esperienza in prestito della scorsa stagione.

L’agente ha sottolineato come il centrocampista giallorosso, reduce proprio dall’esperienza in Toscana, consideri questa una partita diversa dalle altre: “Sono le due squadre che più hanno dato nella carriera di Edo, quindi sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista emozionale. È legatissimo a tutte e due le squadre, per un motivo e per un altro. In effetti è un po’ la sua partita”.

Tavano ha infatti rivelato come Bove si sia letteralmente innamorato della città e del calore dei tifosi durante la sua permanenza a Firenze: “Mi sono innamorato dell’ambiente, così come si è innamorato Edoardo, della città, dei tifosi. È veramente un pubblico che merita tanto”.

(firenzeviola.it)

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Perotti: “La Roma per me è stata un dono. Gasperini mi ha rivitalizzato, con Pellegrini può succedere lo stesso”

Diego Perotti racconta l’ultimo Fiorentina-Roma giocato alle ore 15, proprio come accadrà domani. Era il 2017 e vinsero i giallorossi per 4-2 con reti di Gerson, due volte, Manolas e proprio l’argentino: “Pioveva tanto – il ricordo del ‘Monito’ – , era brutto tempo, ma noi portammo via i tre punti”.

Cosa ricorda di quel giorno a Firenze?
“Diciamo che fu una bella vittoria per noi, ottenuta su un campo difficile, dove per due volte ci ripresero il risultato. Gerson segnò l’1-0 e poi il 2-1. La Fiorentina aveva Veretout, Simeone, il povero Davide Astori e in panchina allenava Pioli come oggi. In generale, comunque, le partite in cui ho fatto gol, non le scordo. Anche perché non sono state tantissime. E nell’azione che mi portò a rete, ricordo di aver fatto un bel controllo su lancio di Radja (Nainggolan, ndr). Uno stop calibrato che mi permise poi di arrivare davanti alla porta e concludere”. 

D’altronde, il controllo di palla era una delle sue caratteristiche principali. 
“Sì, appunto, non avendo questo rapporto costante con il gol, dovevo far valere altre mie prerogative come saltare l’uomo, controllare la palla e giocare con la tecnica di base. E penso di aver fatto qualcosa di buono con questa maglia”. 

Lei fu decisivo dalla prima partita che giocò con la Roma, a Sassuolo nel 2016. Spalletti la mise in campo da falso nove nonostante fosse arrivato da nemmeno 24 ore dal Genoa, trovando una chiave tattica interessante per la squadra. 
“Vero. E infatti giocando in quella posizione segnai alla Fiorentina un altro gol in una partita spettacolare all’Olimpico dove andammo a segno io, Salah e El Shaarawy. Vincemmo 4-1. Ecco, a questo proposito, mi faccia dire una cosa su Stephan”.

Prego. 
“Lui anche giocava esterno come me, nonostante fossimo due giocatori un po’ diversi per caratteristiche. Eppure, a differenza mia, ha sempre sentito molto la porta. Non a caso i suoi numeri realizzativi, anche con la Roma, non sono banali. Arrivammo entrambi nel mercato di riparazione invernale del 2016. E Stephan fa parte ancora della rosa”. 

Un altro che è qui e con cui ha condiviso diverse partite è Pellegrini. La parabola che sta avendo Lorenzo in questa stagione con Gasperini può ricordare un po’ la sua con lo stesso allenatore? Il mister la rilanciò in un periodo particolare della carriera a Genoa. 
“Sì, ci può stare come paragone. Io lo dico sempre, mister Gasperini mi ha rivitalizzato, mi ha dato fiducia in un periodo in cui giocavo poco e venivo da diversi infortuni. Con i suoi allenamenti, ricostruendomi praticamente dal punto di vista fisico, mettendo tanta intensità in più, mi diede la possibilità di rilanciarmi alla grande, di fare bei campionati con il Genoa, di meritarmi la Roma e di tornare anche in nazionale argentina. Gli devo tanto. E Lorenzo può fare uguale perché le sue qualità tecniche non si discutono, prendendo quota dal punto di vista fisico potrà fare una grande stagione”.

Come sta vedendo la Roma con il nuovo allenatore in queste prime uscite?
“Sta andando bene, ha vinto partite, al momento è prima in classifica. Ha mostrato momenti di calcio molto interessante. Ma è normale avere dei passaggi a vuoto, ci vuole tempo per costruire una squadra solida e con un gioco collaudato. Non basta una preparazione estiva di due-tre mesi per avere il prodotto finito. La squadra ha perso l’ultima partita in Europa League contro il Lille, ma sono momenti che in un percorso possono capitare”.

Da specialista dei calci rigori, che idea si è fatto dei tre penalty calciati da Dovbyk e Soulé? 
“Io dico una cosa, sui rigori conta soprattutto il coraggio di andare sul dischetto. E sia Dovbyk, sia Mati Soulé ce l’hanno avuto. Poi, quando sei là davanti al portiere, con oltre 60mila persone sugli spalti, a pochi minuti dalla fine, può succedere di tutto. E la porta sembra un po’ più piccola di come la vediamo noi in tv. Davanti allo schermo è facile giudicare. Poteva tirare di qua o di là, il portiere si è buttato prima, vi assicuro che viverla in prima persona non è semplice. Io riuscivo a mantenere la freddezza fino alla fine, faceva parte di quelle caratteristiche tecniche su cui lavoravo per farmi trovare pronto e decisivo per la mia squadra”.

Cos’è stata la Roma per lei?
“Quando arrivi in una nuova società cerchi sempre di fare il massimo e sperare di conquistare i suoi tifosi. Ma Roma è diversa da tutte le altre in cui sono stato. La squadra ti entra dentro, la città è meravigliosa. I miei figli sono romanisti, uno gioca anche a Trigoria nel settore giovanile, siamo tutti tifosissimi. Ci siamo trasferiti per sempre qui a vivere con la mia famiglia. E siamo felici”.

Se dovesse definire questa squadra con una parola? 
“Un dono. La Roma per me, per noi, è stata un dono”.

(asroma.com)

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Mancini: “Importante non perdere contro la Fiorentina. Tanta fiducia nella Roma di Gasperini, può arrivare in Champions”

RADIO ROMANISTA – Amantino Mancini, ex esterno offensivo della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni all’emittente radiofonica a tinte giallorosse e tra i vari temi trattati si è soffermato sulla squadra capitolina e sul lavoro di Gian Piero Gasperini. Ecco le sue parole.

Che idea ti sei fatto della Roma di Gasperini?
“E’ appena iniziata la stagione, sono molto fiducioso di questa Roma di Gasperini, che è un allenatore che capisce di calcio, ha fatto molto bene con l’Atalanta ed è partito molto bene. Su 5 partite in campionato ha fatto 4 vittorie. L’altro ieri purtroppo è arrivata una sconfitta con il Lille ma che non deve togliere fiducia perché la squadra mi piace come gioca. Ha iniziato da poco tempo il suo lavoro ma c’è grande possibilità di crescita”.

Qual è il nuovo acquisto che ti ha convinto di più? Chi è più “gasperiniano”?
“Soulé è uno che mi piace molto, Ferguson mi piace, è forte fisicamente e forte. Wesley mi piace molto, lui deve capire ancora il calcio italiano, sta vivendo un periodo di adattamento ma crescerà ancora con Gasperini”. […]

 

Su Dovbyk: sbaglia due rigori con il Lille. In che modo un giocatore può riprendersi dopo un episodio come quello di giovedì?
“Deve avere una mentalità forte, personalità. Lui è giovane, forse un po’ soffrirà questo periodo ma lui deve essere forte. Deve capire in che squadra e in che città gioca. Lui deve risolvere questa situazione. Ovviamente parlerà con Gasperini, il suo staff ma anche con giocatori come Mancini, Cristante e Pellegrini, che lo possono aiutare ad uscire da questo periodo buio”.

Che partita ti aspetti con la Fiorentina?
“Dura, come lo è sempre al Franchi. La Roma deve essere la Roma, deve giocare con intensità come piace a Gasperini per cercare di vincere. Se non vince almeno portare un punto da Firenze, perché penso che in questo momento possa essere importante. L’importante è non perdere”.

Qual è il momento a cui sei legato di più con la Roma? Ti senti con qualcuno?
“Con tutti i brasiliani, ogni tanto sento De Rossi su Instagram. Con la Roma ho vissuto momenti bellissimi ma anche difficili, come quando abbiamo rischiato di retrocedere, quando ci salvammo contro l’Atalanta con un gol di Cassano a Bergamo, ma comunque la piazza di Roma è difficile, dove devi avere personalità ma è bellissimo. Quando le cose vanno male se non hai una personalità forte è difficile da gestire”. […]

9 novembre 2003: gol di tacco nel derby. Ce lo racconti per bene?
“Io dico a tutti che a Roma ho fatto anche tante altre cose belle (ride, ndr). Su quella punizione di Cassano, ho trovato un buco sul primo palo. Lui non l’ha calciata benissimo, era bassa a mezza altezza. L’unico movimento che potevo fare era quello di tacco. Io l’ho visto duecentomila volte il video e se guardate, Emerson ha fatto lo stesso mio movimento ma con un po’ di fortuna la palla è andata là. Non era uno schema, la mia bravura è stata che in quel momento potevo fare solo il colpo tacco. Poi, in allenamento, tre mesi dopo ho fatto lo stesso identico gol sempre su punizione di Cassano”. […]

Come giudichi questo campionato? Dove credi possa arrivare la Roma?
“In campionato la Roma può arrivare in zona Champions tranquillamente. Se la Roma trova continuità c’è possibilità In Coppa Italia anche in Finale mentre in Europa League la vedo un po’ più dura ma mi auguro che cresca per arrivare il più lontano anche in Europa”.