“Il governo del calcio lo determinano le componenti, le componenti hanno votato al 98% Gravina, non ci sono presupposti di carattere tecnico, su quelli morali ognuno si interroga con se stesso. Sulla Nazionale come se ne esce? Bisogna fare un esame di coscienza, spero venga fatto da tutte le componenti, ritengo che in questi casi si fa un errore pensando che il prezzo pagato da un solo soggetto, in questo caso l’allenatore, determini un cambiamento di atmosfera. Bisogna interrogarsi come si è arrivati a queste prestazioni”. Così il ministro dello Sport, Andrea Abodi, a margine del question Time. “Bisogna lasciare tempo e modo, sperando che vengano utilizzati bene, di prendere decisioni conseguenti che non sono solo l’allenatore ma un cambio di registro che riguarda anche l’assetto sportivo della Figc che parte dai primi calci, dal settore scolastico attraverso le nazionali giovanili che sono vincenti. Vuol dire che qualcosa lì si rompe. Se guardo all’età data ai giocatori della Primavera, 20 anni, negli altri Paesi i ventenni giovano con gli adulti. Ancora qualcosa va rivisto, l’impostazione sportiav per troppo tempo ha visto trascurare”, ha aggiunto. “Il sistema calcistico ha tutti gli elementi per trovare delle soluzioni. Abbiamo una scadenza il 16 novembre del 2025, la sfida contro la Norvegia. Ancora abbiamo la possibilità di poter accedere direttamente , è un obiettivo che deve essere coltivato”, ha concluso
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Alessio Riccardi: “Una sconfitta aver lasciato la Roma, fuori da Trigoria per me non esisteva nulla”
CALCIOMERCATO.COM – Al sito sportivo parla Alessio Riccardi, cresciuto nel settore giovanile della Roma e ora al Latina in Serie C. Le sue dichiarazioni:
A Trigoria i giocatori andavano e venivano ma te eri sempre lì: fiore all’occhiello di quel settore giovanile.
“Da piccoli eravamo tutti sullo stesso piano, intorno ai 15 anni le cose sono cambiate: ho fatto un anno sotto età con gli Allievi Nazionali e a 16 ero in Primavera”.
Di te Alberto De Rossi ha detto: ‘Era facile far diventare Alessio Riccardi un campione’.
“Per me è stata una persona importantissima, c’è sempre stato anche nei momenti difficili e gli voglio davvero bene. Con lui in Primavera ho sempre giocato tutte le partite fin dall’inizio, nonostante fossi più piccolo degli altri”.
Quant’è stato difficile vivere con l’etichetta del ‘nuovo Totti’ a Roma?
“Forse inconsciamente ha pesato un po’, ma io non ho mai avuto problemi. Ho sempre fatto quello che mi piaceva, magari essendo piccolo non capivo benissimo quello che avevo attorno”.
Quand’è stato il momento in cui hai fatto lo switch mentale da ragazzino della Primavera a talento che doveva dimostrare qualcosa?
“Quando ho capito che dovevo andare via da Roma per giocare. Fino a quel momento mi sentivo ancora un giocatore della Primavera e il problema era quello, forse perché ero troppo legato ai giallorossi”.
C’è stato un momento in cui hai mollato mentalmente?
“L’aver lasciato la Roma lo vedevo come una sconfitta, fuori da Trigoria per me non esisteva nulla”.
[…]
Ci racconti un aneddoto sul debutto in prima squadra con Di Francesco?
“Arrivavo da due convocazioni con la prima squadra, in quei giorni i compagni di Primavera mi dicevano ‘vedrai che prima o poi esordisci’, e alla fine in Coppa Italia contro l’Entella sono entrato davvero”.
Il 26 maggio 2019 eri in campo per l’addio di Daniele De Rossi alla Roma.
“Era l’ultima partita del campionato Primavera, a Udine: mister De Rossi mi toglie al 60′ dicendomi che avrebbe dovuto farmi uscire al 45′ ma si era dimenticato. Io non capivo il motivo, di solito giocavo sempre 90 minuti. Poi mi dissero che Daniele per il suo addio voleva che ci fossero tutti, anche io e Stefano Greco che negli ultimi mesi ci stavamo allenando con la prima squadra”.
Nell’estate 2019 stavi per andare alla Juventus come contropartita nell’affare Rugani: ci racconti quei giorni?
“L’interesse da parte della Juve c’era, ma quando il mio agente Michelangelo Minieri me ne ha parlato, da parte mia non c’è mai stata apertura a lasciare la Roma”.
[…]
In un’intervista hai parlato della tua amicizia con Calafiori.
“Ero in campo il giorno che si è rotto il ginocchio, è stato terribile. Oggi non ci sentiamo quotidianamente, ma siamo rimasti in contatto”.
Ci racconti quell’infortunio dal tuo punto di vista?
“Ricordo le urla di Riccardo, si era rotto tutto. Il giocatore del Basilea fece un brutto fallo e di solito in questi casi vai a dire qualcosa all’avversario, ma quella volta era talmente tanta la preoccupazione per Calafiori che neanche abbiamo pensato ad andare verso lo svizzero”.
[…]
Malagò: “Ranieri è una persona seria, rispetta la parola data”
“Ranieri è una persona molto seria e quello che apprezzo di lui, merce rara nel mondo dello sport e del calcio, è che quando dà la parola, qualunque cosa succeda, la rispetta. E questo è quello che ha fatto Ranieri”. Così Giovanni Malagò, presidente del Coni, a margine della presentazione della 29/a edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini, torna sulla scelta di Ranieri di dire no alla Nazionale per rimanere Senior Advisor della Roma. “La mia opinione è che Ranieri avrebbe da subito sostenuto una sua non disponibilità. Se ci fossero state le condizioni per poterlo fare sicuramente avrebbe preso seriamente in considerazione l’opportunità”, conclude Malagò.
PISILLI: “Mettere piede all’Olimpico un’emozione indescrivibile. È sempre stato il mio sogno giocare davanti a tutte quelle persone” (VIDEO)
DAZN – Niccolò Pisilli ha raccontato tutte le emozioni del suo esordio con la maglia della Roma e del primo gol in carriera segnato contro lo Sheriff. Ecco le sue parole.
Ci sono delle date che segnano la vita di una persona: 6 maggio 2023, il tuo debutto all’Olimpico
“Mi ricordo il giorno prima perché avevamo fatto la rifinitura e c’era il ritiro tutti insieme, anche qualche battuta che magari può aver fatto il mister. Un’emozione bellissima mettere piede all’Olimpico, è stato stupendo. La maggior parte dei miei amici, che sono quasi tutti romanisti, e che stavano vedendo la partita mi hanno scritto che non ci credevano al fatto che fossi entrato”.
14 dicembre 2023, il pallone lì lo hai toccato e lo hai messo nella porta dello Sheriff
“È stato il mio primo gol e soprattutto in quella partita ho toccato i miei primi palloni allo stadio Olimpico, giocare davanti a tutta quella gente e ai tifosi della Roma per me è un sogno, è sempre stato un sogno e aver segnato un gol è stata un’emozione indescrivibile. Ogni tanto mi capitano delle immagini ma non è che le vada a ricercare io. La maglia di quella partita sta in camera mia, l’ho tenuta e la tengo con molta gelosia”.
Cosa vuol dire giocare nella Roma?
“Giocare nella Roma è un sogno, perché da piccolo mettevo la maglia della Roma e giocavo nel parco vicino a casa mia. Adesso metto la maglia della Roma e gioco all’Olimpico, quindi è qualcosa che ho sempre sognato fin da bambino ed è davvero bellissimo. Poter giocare e sudare per questa maglia è veramente indescrivibile per me. Essere un esempio è qualcosa di molto bello ed è una bella responsabilità”.
Che spogliatoio si respira a Roma?
“Da noi c’è un gruppo molto solido, bello, quindi non è stato difficile ambientarmi. Ho trovato dei ragazzi eccezionali, a partire dal capitano Pellegrini, che è bravissimo, che fa di tutto per farti sentire parte del gruppo. Un gruppo unito”.
Su Edoardo Bove
“È un ragazzo veramente eccezionale, penso sia la persona con cui mi sono legato di più. L’ho sempre apprezzato sia come giocatore sia come persona. Mi dava tanti consigli su come rapportarmi, su come relazionarmi con gli altri giocatori, e anche in campo mi aiutava molto. Per questo io… io gliel’ho detto anche personalmente: gli sono grato e gli sarò sempre grato. Per me è stato veramente un esempio”.
Sul rapporto con Ranieri
“La sua carriera parla da sola. Come uomo, tutti sanno che grande persona è. Lo ringrazierò per sempre per tutte le occasioni che mi ha dato, per tutte le volte che mi ha messo in campo, per i consigli e per ogni momento in cui ha perso del tempo per insegnarmi qualcosa. Per me è stato davvero, davvero un onore, e lo ringrazierò per sempre”.
Su Mourinho
“Non mi è capitato di sentirlo, ma anche lui è un altro allenatore che ringrazierò per sempre. Quelle due date che ho citato sono accadute entrambe con lui, quindi… per questo e per l’opportunità che mi ha dato, posso solo ringraziarlo”.
Su De Rossi
“Da bambino tifavo per lui quando giocava nella Roma e lo apprezzavo tantissimo come calciatore. Ritrovarmelo poi come allenatore alla Roma è qualcosa che, se lo avessi detto al Niccolò bambino, ti avrebbe guardato incredulo e ti avrebbe risposto: ‘Ma che stai dicendo?’. Però è davvero lui l’allenatore che ho sentito avere più fiducia in me, quello che ha avuto il coraggio di mettermi in campo e di lanciarmi in una partita di Serie A. Da lì, poi, sono iniziate a succedermi sempre più cose”.
Cosa ti diceva?
“Ogni volta che poteva veniva a dirmi qualcosa, mi cercava, ha sempre provato a farmi capire che per lui ero forte, e questa cosa per me ha significato davvero tanto. Questa è la cosa più importante. Magari non ho una frase precisa da riportare, ma riesco a tenerla per me”.
Sogni di vincere lo Scudetto con la Roma? Per la tua carriera cosa speri?
“Come sogno ci può stare, però io cerco di vivere giorno per giorno, dando sempre il massimo e cercando di tirare fuori il meglio da me stesso e anche dagli altri. Quindi sì, il sogno è quello di migliorarmi sempre, diventare un giocatore migliore e raggiungere la versione migliore di me stesso”.
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Cagliari, ufficiale: Pisacane è il nuovo allenatore dei sardi
Il Cagliari ha scelto Fabio Pisacane. Dopo la decisione di separarsi da Davide Nicola, la dirigenza sarda ha valutato vari profili prima di puntare sul tecnico che ha stupito con la Primavera del club Casteddu. L’ex difensore ha infatti vinto la Coppa Italia in finale contro il Milan e il presidente Giulini ha ritenuto giusto offrirgli un’opportunità sulla panchina del Cagliari. Ecco il comunicato ufficiale.
“Il Cagliari Calcio è lieto di annunciare di aver affidato la conduzione tecnica della prima squadra a Fabio Pisacane: l’allenatore ha firmato un contratto che lo lega al Club rossoblù sino al 30 giugno 2026 con rinnovo automatico per un’ulteriore stagione al verificarsi di determinate condizioni sportive. Nato a Napoli, 39 anni, Pisacane ha totalizzato da calciatore oltre 430 gare tra i professionisti, di cui più di 150 con la maglia del Cagliari. Arrivato in Sardegna nell’estate 2015, ha giocato in rossoblù per 6 stagioni in cui ha contribuito alla pronta risalita in A – con la vittoria del torneo cadetto – e alla permanenza della squadra nella massima serie nei cinque campionati successivi. Nell’Isola ha trovato la sua Terra adottiva, una seconda casa. Conclusa la carriera da calciatore, ha subito iniziato il suo percorso di allenatore, sempre in rossoblù. Nel luglio 2022 è entrato nello staff della prima squadra come collaboratore tecnico, in panchina ad interim – prima dell’arrivo di mister Ranieri – in occasione della vittoria contro il Cosenza (2-0) il 26 dicembre. Ha fatto poi il suo ingresso nello staff tecnico del Settore giovanile per diventare, nel marzo 2023, allenatore in seconda della Primavera. Nell’estate dello stesso anno ha assunto la guida della squadra: per due stagioni consecutive ha ottenuto con i suoi ragazzi il settimo posto in classifica, arrivando ad un soffio dall’accesso ai playoff Scudetto, e soprattutto ha conquistato la Coppa Italia di categoria – per la prima volta nella storia del Club – battendo in finale il Milan (3-0) all’Arena “Brera” di Milano, lo scorso 9 aprile. Innata leadership, Pisacane è un predestinato della panchina: carismatico, grazie alle sue qualità umane sa entrare subito in sintonia con lo spogliatoio, abile nella gestione e nella motivazione del gruppo. Lavoro e organizzazione i suoi mantra, alla scrupolosa preparazione tattica e alla duttilità unisce il temperamento e la grinta di chi ha ambizione e fame di successo. Forte identità e senso di appartenenza da trasmettere alla squadra, un autentico condottiero dall’anima rossoblù. Buon lavoro, Fabio!”.
(cagliaricalcio.com)
Ritiro Roma, tutte le date delle amichevoli estive: in programma anche il test contro l’Everton
La Roma è pronta a programmare la prossima stagione sotto la guida di Gian Piero Gasperini. Il tecnico scelto da Claudio Ranieri è entusiasta di dare il via alla sua avventura in giallorosso, anche se ci sarà ancora un po’ da aspettare. Dopo aver svolto le visite mediche di rito, infatti, i giallorossi sono attesi al centro sportivo Fulvio Bernardini il 10 luglio, dove partiranno almeno 3 settimane di preparazione a Trigoria. In questo lasso di tempo la Roma ha in programma anche le prime due amichevoli, dove presumibilmente è previsto anche il solito test contro il Latina. Da fissare, ci sarebbe anche una partita contro la Sambenedettese, club recentemente promosso in Serie C e con la tifoseria gemellata con quella della Roma. Stando a quanto detto dal presidente della compagine marchigiana, l’invito a Trigoria è arrivato, vedremo se la società accetterà di spostare la squadra allo Stadio Riviera delle Palme per la gara. Sicuramente, invece, il 26 luglio i giallorossi voleranno in Germania, più precisamente al Fritz-Walter-Stadion per affrontare il Kaiserslautern, club di seconda divisione tedesca. Il 2 agosto, poi, la Roma potrebbe disputare un’altra amichevole, contro il Lens. Nella squadra francese da gennaio milita Mathew Ryan, mentre, ha un passato ne Les Sang et Or anche Florent Ghisolfi. Infine, dal 3 al 9 agosto la Roma sarà in Inghilterra ospitata nelle strutture del St George’s Park National Football Center e il ritiro si potrebbe concludere con l’ultimo test estivo contro l’Everton, match fortemente voluto dai Friedkin. La partita verrà quindi disputata nel nuovo stadio dei Toffees.
Roma Primavera, Falsini verso l’addio: in pole c’è Galloppa
Potrebbe essere arrivata al capolinea la storia tra Gianluca Falsini e la Roma Primavera. Il tecnico giallorosso ha ottenuto grandi risultati con la squadra giovanile in questa stagione, ma, potrebbe comunque dire addio. Secondo quanto riportato da Checco Oddo Casano su X, in pole per sostituirlo ci sarebbe Daniele Galloppa. L’ex calciatore, che ha vestito anche la maglia della Roma dal 1994 al 2004, è pronto a fare il suo ritorno nella Capitale. Dal 2023 guida la Primavera della Fiorentina e quest’anno sono stati proprio i suoi ragazzi ad eliminare la formazione di Falsini alle semifinali del playoff Scudetto.
Possibile nuovo cambio in panchina per la #RomaPrimavera: al posto di #Falsini in odore di addio, in pole c’è il ritorno di Daniele #Galloppa. L’ex centrocampista giallorosso ha fatto un lavoro straordinario in questi anni a Firenze e andrà a scadenza a giugno.
— Checco Oddo Casano (@CheccoCasano) June 11, 2025
Dietrofront di Ranieri. La Figc cerca il nuovo ct tra De Rossi e Gattuso
II giorno dopo il tossicchiante 2-0 dell’Italia sulla Moldova, sullo schermo della convention aziendale in un famoso locale di Milano, scorrono le immagini del trionfo di Berlino 2006. Si vedono in primo piano la barba di Rino Gattuso e il volto allora rasato di Daniele De Rossi. A 19 anni di distanza sono loro i nuovi rivali nel ballottaggio per la panchina dell’Italia, persa da Spalletti sabato scorso, con l’esonero dopo la disfatta di Oslo. Il duello tra campioni del mondo si deciderà nelle prossime ore: è il prodotto del dietrofront di Ranieri e del “no” di Pioli, inchiodati agli impegni già assunti con Roma e Fiorentina. (…) La Figc ha deciso che si deve ripartire da lì, dall’attaccamento affievolito alla maglia azzurra. Serve un esempio vivente. Un campione del mondo del 2006 libero contrattualmente. Gattuso o De Rossi. O Cannavaro come terza opzione. Caldeggia la scelta un altro campione del mondo: Gigi Buffon, capodelegazione del Club. (…) Gattuso ha girato l’Europa in situazioni societarie difficili (Creta, Pisa, Valencia, Marsiglia), cercando con risultati alterni bel gioco e pragmatismo. In Croazia, all’Hajduk Spalato, ha mancato il titolo in dirittura d’arrivo. De Rossi, 42 anni a luglio, ha iniziato nello staff di Mancini all’Europeo vinto. La Spal in B, nel 2022, è stata la sua prima esperienza da capo. L’occasione della Roma, dal gennaio 2024 per rimpiazzare Mourinho, l’ha sfruttata a metà: qualche vittoria eccellente, sesto posto in campionato e semifinale di Europa League, ma esonero a settembre, 4 partite senza vittorie e dissidi con l’ad Lina Souloukou. Si ispira a Spalletti, Luis Enrique e Conte. (…)
(La Repubblica)
Roma, striscione di ringraziamento per Ranieri: “Un uomo vale quanto la sua parola…Claudio Ranieri nostra bandiera!”
Nonostante le numerose indiscrezioni di queste ultime ore, stamattina è arrivata la conferma definitiva: Claudio Ranieri ha detto no alla richiesta di Gravina di diventare il nuovo allenatore della Nazionale. Una scelta che è stata ben apprezzata dai tifosi della Roma che hanno esposto per la città uno striscione di ringraziamento: “Un uomo vale quanto la sua parola…Claudio Ranieri nostra bandiera!”
(LR24 – Emanuele Grilli)
FOTO – Instagram, Zaniolo sul caso Primavera: “Non ho compiuto atti aggressivi o violenti. Affetto e gratitudine verso la Roma”
Nicolò Zaniolo torna a parlare del caso che lo ha visto protagonista in occasione della gara Primavera fra Roma e Fiorentina. Ecco le storie Instagram dell’ex giocatore della Roma:
“Nei giorni scorsi sono stato ascoltato in Procura dal Procuratore Federale Giuseppe Chiné, che desidero ringraziare per avermi dato modo di chiarire, spero definitivamente, la mia posizione. Non posso ovviamente entrare nel merito delle spiegazioni che ho fornito in merito alla dinamica degli eventi, che ritengo risolutive. Ribadisco di non aver compiuto atti aggressivi o violenti ai danni di nessuno, ma di essere stato io bersaglio di offese e provocazioni ingiustificate da parte di alcuni tesserati dell’AS Roma; nondimeno, riconosco di non aver reagito nel modo più opportuno rispetto al ruolo e all’esperienza che mi appartengono. Ho sempre creduto nei valori dello sport e nell’importanza di fornire ai più giovani dei modelli di comportamento positivi: mi spiace di essere venuto meno a questa mia responsabilità e mi impegno a fare tesoro per il futuro di questa spiacevole esperienza. Desidero comunque ribadire, ancora una volta, l’affetto e la gratitudine che mi legherà sempre con l’AS Roma e con chiunque ne indossi la maglia, indipendentemente da uno screzio che personalmente ritengo superato. Nicolò”.