Alle ore 17:00 è andata in scena al Milliy Stadium la partita tra l’Uzbekistan di Eldor Shomurodov e il Kirghizistan, valida per la settima giornata dellequalificazione al Mondiale del 2026, e si è conclusa con il risultato di 1-0 per i padroni di casa grazie alla rete di Alizhonov al 40′.
Al 24′ il Kirghizistan è rimasto in inferiorità numerica per l’espulsione di Datsiev e l’arbitro ha assegnato un calcio rigore all’Uzbekistan: dal dischetto si è presentato Shomurodov, il quale si è fatto ipnotizzare dal portiere avversario e successivamente non è riuscito ad approfittare della ribattuta. Nonostante la performance negativa, il centravanti della Roma è rimasto in campo per tutto il match. Con questa vittoria la sua nazionale sale al secondo posto in classifica nel girone a quota 16 punti (-3 dall’Iran capolista), mentre il Kirghizistan resta quinto a 3.
In vista degli impegni con Uruguay e Brasile, Lionel Scaloni è intervenuto in conferenza stampa dal ritiro di Ezeiza e ha parlato anche dell’assenza di Paulo Dybala, che si sottoporrà ad intervento chirurgico dopo l’infortunio rimediato durante Roma-Cagliari. “Ovviamente la notizia è molto triste – le parole del ct dell’Argentina che dovrà fare a meno anche di Messi -. Temevano qualcosa quando è successo. Al di là del giocatore, la persona è importante per noi. Quando è stato qui ha dato tutto e anche quando non c’era. Ci fa male dal punto di vista umano che non possa essere qui. È una perdita, avremmo avuto bisogno di lui in questo momento”.
Oggi pomeriggio Francesco Totti ha partecipato al meet & greet organizzato da Iliad Store di via Cola di Rienzo. L’iniziativa con Iliad, Innovation & Technology Partner di Lega Serie A, si inserisce all’interno di una collaborazione che si distingue per il suo impegno nella trasparenza e nell’utilizzo della tecnologia al servizio dello sport e dei tifosi nei momenti più salienti delle partite. Le sue parole:
C’è stata un’intervista che hai odiato? “Tutte le domeniche. Scherzi a parte, soprattutto quando perdevi alcune volte cercavi di sviare. Sono una persona abbastanza impulsiva, dico quello che penso. In alcuni momenti era meglio non presentarsi, non sei razionale ma istintivo”.
Quando si diventa leggenda? “Penso che si diventi una leggenda dove aver costruito la tua parte durante il tragitto calcistico. Quando ti chiamano leggenda hai fatto qualcosa di importante o di significativo. Mi reputo fortunato, ho voluto coronare il mio sogno di indossare un’unica maglia. Mi rivedo in quella leggenda. Poi è normale che la gente vede e dice tutto quello che succede, tutto quello che hai fatto. A fine carriera, per quello che ho fatto, sono contento che la gente mi reputi in questo modo. È significativo, vuol dire che c’è stato un amore reciproco. Quando ti identificano in un modo vuol dire che qualcosa di importante hai fatto”.
La fascia? “Non voglio fare il romanticone. Per me ogni domenica era diversa, avevo una responsabilità diversa dagli altri compagni. Cercavo di portare il più in alto possibile i colori della Roma per la gente, per i tifosi, per la società. Quando sei così tifoso e passionale verso questi colori è totalmente diverso”.
Quante difficoltà hai incontrato durante la carriera? “In 25 anni ci sono state parecchie buche da evitare. L’infortunio, per esempio, è una delle cose più gravi. Ma mi sono rialzato e ho corso di più”.
Cosa avresti fatto se non avessi fatto il calciatore? Avevi un mito da bambino? “Avrei fatto il benzinaio, mi piace l’odore della benzina (ride, ndr). Anche perché quando aprivano il portafogli erano pieni di soldi. I miei genitori mi dicevano ‘quando crescerai, capirai’. Se non avessi fatto il calciatore, avrei fatto il tennista. Un idolo? Federer è il tennis. Come Maradona è il calcio”.
Che effetto ti fa sapere che tu hai messo il nome di Maradona e tanti mettono il tuo? “Non voglio essere paragonato a Maradona. Nessuno può essere paragonato a lui: la palla rotonda è Maradona, il resto è secondario”.
Tre giocatori per una partita a calcetto? “Buffon in porta, Maradona e Ronaldo. Poi dici: chi corre? Però, nel calcio sono gli altri che devono correre, quando tu hai il pallone”.
Chi vince lo scudetto? “Inter o Napoli. Ne devo dire una? L’Inter, dopo quello la vittoria contro l’Atalanta mi sembrano abbastanza pronti per rivincere”.
Ogni tanto ricevi telefonate da calciatori che ti chiedono consigli per una partita? “Giocatori attuali? No, non mi chiama nessuno (ride, ndr)”.
Chi è il tuo erede? “Adesso è dura, non ci sono adesso. Chi manca? Totti. Sperando che un giorno qualche giovane promettente possa intraprendere non dico la mia carriera, ma una carriera in generale, visto che è un sogno che tutti i bambini hanno nel cassetto – ha detto -. Glielo auguro con tutto il cuore perché quando fai una cosa con passione, con voglia e con gli stimoli giusti penso sia la cosa più bella”.
Qual è il tuo stadio preferito oltre all’Olimpico? “San Siro. Ultimamente sono arrivate più vittorie, prima perdevamo solamente. Alla fine siamo usciti vittoriosi parecchie volte, quello è lo stadio che mi esaltava, mi piaceva troppo giocarci. Quando andavamo a Milano mi insultavano comunque, ma era un insulto diverso, più piacevole. C’era tanta stima, soprattutto in Milan-Roma. Più mi attaccavano e più mi divertivo”.
Ti manca il calcio? “Tantissimo, ogni tanto gioco a calciotto con gli amici. O quando vado all’estero per degli eventi”.
Com’è il tuo rapporto coi romani e come era da calciatore? “Adesso è peggio di prima. Pensavo che dopo 7/8 anni dal termine della mia carriera, diminuissero le foto e l’amore invece è ancora più di prima. Faccio fatica ad andare in giro. Da una parte è bellissimo, è un onore che ti fa pensare a quel che hai fatto. Allo stesso tempo non hai vita privata, se volessi stare due minuti con mia figlia piccola al parco non potrei”.
Qual è la cosa più assurda che un tifoso ha fatto per te? “Ne sono successe tante. I tatuaggi sì. La cosa più strana, che è carina da dire, è stata un tifoso che si è fermato per baciarmi le scarpe e i piedi. Pensavo non lo facesse, la prendi a ridere perché non pensi che una persona possa fare una cosa del genere”.
L’allenatore che hai amato di più? “Zeman o Mazzone. Uno solo? Mazzone”.
Il compagno preferito? “Cassano”.
Sarai legend anche del Padel? Magari tra 15 anni… “Speriamo prima! Può darsi. Mi piace e mi diverte. Lo spogliatoio nel padel? Le cose che succedono nello spogliatoio, rimangono nello spogliatoio”.
Se dovessi scegliere tra non giocare mai più a calcio oppure tornare a giocare con una maglia che non è la maglia della Roma?
“Non gioco più… Per una volta a settimana… (ride, ndr)”.
Il futuro? “Non ci penso, vivo alla giornata. Quello che succederà, se dovessi fare qualsiasi cosa, lo farò con la massima aspirazione come ho sempre fatto”.
Gli occhi dell’Atalanta su uno dei talenti della Roma Primavera. Stando alle informazioni del sito sportivo, l’Atalanta è interessata a Giulio Misitano: l’attaccante classe 2005 della Roma – che tra l’altro oggi si è operato – è in scadenza di contratto a giugno 2025 con il club giallorosso ed è finito nel mirino del club nerazzurro che ha sempre stimato il centravanti.
Stop per Giulio Misitano: oggi l’attaccante classe 2005 della Roma Primavera è stato sottoposto ad intervento chirurgico, domani verrà dimesso e inizierà il percorso di riabilitazione per tornare a disposizione di mister Falsini. Lo fa sapere la Roma con una nota su X: “Nella giornata odierna il calciatore Giulio Misitano è stato sottoposto, alla presenza del medico sociale, ad intervento chirurgico di osteosintesi con vite del V metatarso del piede destro. Il calciatore verrà dimesso domani e inizierà il protocollo riabilitativo”.
Nella giornata odierna il calciatore Giulio Misitano è stato sottoposto, alla presenza del medico sociale, ad intervento chirurgico di osteosintesi con vite del V metatarso del piede destro.
Giulio Misitano è stato operato questa mattina, dopo la frattura al quinto metatarso del piede destro, dal professor Santucci a Villa Stuart e l’intervento è perfettamente riuscito. Domani l’attaccante verrà dimesso e tornerà nella clinica per svolgere i futuri controlli. I tempi di recupero per il ritorno a giocare sono previsti nell’arco di tre mesi.
Dal ritiro dell’Italia Under 21 parla Carmine Nunziata in conferenza stampa. Il ct degli azzurrini, alla vigilia della sfida contro l’Olanda, ha commentato anche la situazione di Tommaso Baldanzi: “Tutte le volte che viene in Nazionale viene con tanto entusiasmo. È vero che sta trovando poco spazio nel club ma si fa trovare sempre pronto. Vuol dire che anche durante la settimana lavora molto bene, poi che giochi una partita, un tempo o 10 minuti si fa trovare sempre pronto e per un giocatore è fondamentale. Per noi è un giocatore importante”.
I Boston Celtics sono stati venduti per 6,1 miliardi di dollari, un record nello sport statunitense. La famiglia Grousbeck ha annunciato la cessione della franchigia, la più vincente nella storia del basket statunitense, a un consorzio guidato da William ‘Bill’ Chisholm, cofondatore e managing partner di Symphony Technology Group. I Grousbeck avevano acquistato i Celtics nel 2002 per 360 milioni di dollari.
Niente da fare per il Friedkin Group che si era interessato all’acquisizione delle quote dei Boston Celtics.
Alla vigilia della sfida tra Italia e Germania, gara dei quarti di finale di Nations League, Antonio Rüdiger ha parlato in conferenza stampa. Uno stralcio delle parole dell’ex difensore giallorosso, ora al Real Madrid, che domani ritroverà Luciano Spalletti da avversario dopo il passato in comune alla Roma:
Che effetto ti farà ritrovare Spalletti da ct della Nazionale? “Sono molto contento di poterlo ritrovare, è stato un allenatore molto importante per la mia carriera quando ero giovane. Ha tirato fuori davvero il meglio da me come giovane calciatore che arrivava dalla Germania. Mi ha insegnato tantissimo e sono contento di rivederlo, ma ovviamente penserò a batterlo con la mia nazionale. Ci aspetta un avversario tosto per la qualità degli avversari e dell’allenatore”.
Che ricordi hai della Serie A? Ti piacerebbe ritornarci? Si era parlato della Juventus… “Per me l’Italia in passato è stata molto importante, ho imparato tanto a livello difensivo. E poi mi è piaciuta la vita, come il cibo: in Italia ci sono la miglior pasta e il miglior cibo. Ci sono club come Roma, Napoli, Juventus, Inter, Milan. Nel calcio non si sa mai, ma sono molto contento di dove sono e non penso a dove mi porterà il futuro”.
Un giudizio su Calafiori e Bastoni? “Penso che l’Italia abbia sempre avuto grandi difensori. Soprattutto Bastoni negli ultimi anni ha avuto una crescita costante e mi sembra un leader nell’Inter. Calafiori lo conosco dai tempi di Roma, quando era nella Primavera: ha avuto un infortunio grave e ha fatto un grande ritorno. Ora è all’Arsenal, alla prima esperienza lontano dall’Italia, ha un grande futuro, ma per ora il miglior difensore dell’Italia è Bastoni. Senza dubbio”.
Tappa in Belgio per Dan Friedkin: il presidente giallorosso ha partecipato a Bruxelles alle riunioni dell’ECA, associazione dei club europei di cui è membro. L’ECA si è riunita a Bruxelles per tenere i primi incontri del consiglio e del comitato esecutivo del 2025 con l’obiettivo, si legge nella nota dell’organismo, di rafforzare il legame con le principali istituzioni europee e promuovere il modello sportivo europeo.
ECA has held its first Board and Executive Committee Meetings of 2025 in Brussels 🇧🇪
These meetings provided ECA and its Board & ExCo with a valuable opportunity to strengthen ties with key EU institutions and advocate for the European Sport Model.
Alla ricerca del nuovo allenatore per la prossima stagione, Florent Ghisolfi lavora anche per migliorare la rosa. Secondo il portale dedicato al calciomercato, la Roma partirà dalla difesa in caso di addio di Mats Hummels, a oggi più lontano dai giallorossi. Tra gli obiettivi estivi del club dei Friedkin c’è il classe 2006 Banksper cui la Roma a gennaio aveva offerto 7 milioni di euro più 1 di bonus all’Augsburg. Sul taccuino del ds francese ci sono anche Balerdi del Marsiglia e Marmol del Las Palmas.